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lunedì, 20 Maggio 2024

Fabio Versaci: “Non dormo la notte se penso alla situazione drammatica di Torino. Chi ama la città voti il piano di rientro”

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di Andrea Doi

Piano di rientro, pre-dissesto, buchi di bilancio veri o presunti: tanta carne al fuoco, con il rischio che qualcosa si bruci. Argomenti troppo importanti per restare chiusi dentro polemiche di partito e di schieramento. In ballo c’è il futuro di Torino. Ne abbiamo parlato con il presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci, Cinque Stelle doc, che tra non molto avrà il compito di tenere le redini di un’aula, dove, sul piano Appendino, non mancheranno certo i colpi proibiti.

Alla fine niente pre-dissesto, almeno per ora, e si va avanti con un piano di rientro. Presidente Versaci, sospiro di sollievo oppure visto, che lei è un ciclista, si pedala in salita?

Guardi la situazione è molto complicata come si può immaginare. Il pre-dissesto sarebbe una vera e propria mazzata per la città. Stiamo percorrendo una strada in salita, in sella ad una “Graziella”, ma sono sicuro che riusciremo ad arrivare fino in cima. Non dimentichiamo che il piano di interventi è stato chiesto dalla Corte dei conti con la relazione del giugno scorso.

Lei si aspettava un situazione così, come dice la sindaca Appendino, drammatica per Torino?

Sinceramente no. Mi aspettavo dei problemi perché ormai tutti i comuni vivono momenti di estrema difficoltà. Basti pensare che allo stato attuale sono 151 i comuni che hanno dichiarato il pre-dissesto. Fra questi, solo per citare i capoluoghi, figurano Terni, Frosinone, Rieti, Pescara, Benevento, Caserta, Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Catania e Messina. E poi c’è Napoli, l’unico comune sopra i 250 mila abitanti in questa condizione. Purtroppo la sindaca ha ragione: la situazione è drammatica e non ci dormiamo la notte, anche perché mi piacerebbe tanto avere i conti a posto per applicare il nostro programma elettorale.

La manovra rischia di essere impopolare, nel senso che qualcuno parla già di lacrime e sangue. Temete contestazioni dalla vostra base?

Purtroppo come le ho detto mi piacerebbe tanto non fosse questa la situazione, non è divertente per nessuno. La sera vado a letto con l’ansia perché ci rendiamo conto che la sofferenza è tanta, ma sono sicuro che le persone, i cittadini capiranno. Noi abbiamo sempre detto le cose come stavano. Io non ho fatto promesse e non dicono che domani si sistemerà tutto. La nostra base ci sostiene perché sa che se non facciamo questo piano andiamo in pre-dissesto e che sarebbe molto peggio.

Un piano di rientro che dev’essere votato in consiglio. Lei che è presidente che si augura in quei giorni? Chiedi alle minoranze un atto di responsabilità?

Si farà il solito iter, prima in commissione poi in aula per la votazione. Spero che ci sia un clima sereno per affrontare questo momento difficile che tutti stiamo vivendo perché qua non si parla del Movimento 5 stelle, del Partito Democratico o della Lega Nord, ma si parla della Città di Torino e penso che tutti ci teniamo allo nostra città, al di là degli schieramenti. Dico solo che votare contro questa delibera significa mandare il Comune in pre-dissesto. E questo non posso nemmeno pensarlo e come non dovrebbe nemmeno pensarlo chi dice di amare questa città. Mi auguro un atto di responsabilità da parte di tutti.
Ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni dell’ex assessore Gianguido Passoni. Ad un certo punto dice: «La loro manovra è in continuità con la nostra» bene allora i colleghi del Pd visto che andavano in questa direzione non avranno problemi a votare questa delibera.

Non si può negare che il clima sia rovente. Non passa giorno che sui social i consiglieri di maggioranza e opposizione se le diano di santa ragione. In più abbiamo assistito lunedì ad urla in consiglio comunale sulla vicenda G7. Come vive questa situazione?

Il clima in tutto il Paese è diventato rovente. Siamo praticamente già in campagna elettorale e la cosa è evidente a tutti. In aula io cerco sempre di evitare gli scontri e provo a ragionare con tutti sia con la maggioranza che con le minoranze e spesso non è facile. Però sono il presidente di tutti e quindi cerco di esserlo in maniera imparziale. Quando conduco i lavori dell’aula non faccio sconti a nessuno. Sicuramente sbaglierò qualche volta, ma non si può dire che pendo da una parte o dall’altra. Penso di essere “scivolato” poche volte, ma poi non sta me dirlo.
Lunedì si sono scaldati gli animi perché a mio modo di vedere il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo ha sbagliato quando ha accusato il vice sindaco di proteggere i delinquenti. Non entro nel merito, ma Montanari aveva il diritto di replicare a delle accuse così pensanti. Comunque sono cose che capitano, è normale, anche se non dovrebbero capitare mai. Il mio compito è fare rispettare il regolamento e placare gli animi quando si scaldano, anche se sono uno molto sanguigno e quindi capisco che alle volte si perdano le staffe.

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