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giovedì, 30 Maggio 2024

Droghe leggere e pesanti: la Corte Costituzionale cancella la Fini-Giovanardi

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A distanza di otto anni dalla sua applicazione, la Corte costituzionale boccia la legge Fini-Giovanardi che dal 2006 equipara le droghe leggere a quelle pesanti. Secondo la Consulta, infatti la legge risulta incostituzionale poiché le nuove norme in materia di droga erano state inserite con un emendamento nel decreto legge che riguardava le olimpiadi invernali di Torino di quello stesso anno. Torna dunque a valere la precedente legge, la Iervolino-Vassalli, che prevede pene più basse per il consumo e lo spaccio di droghe leggere.
Un risultato, quello ottenuto dalla terza sessione penale della Cassazione, non senza conseguenze importanti. In molti infatti in questi anni additavano la Fini-Giovanardi come una delle cause principali del sovraffollamento carcerario in Italia.
L’equiparazione di droghe pesanti e leggere, infatti, aveva portato anche a un inasprimento delle pene, prevedendo un periodo di detenzione che andava da sei a vent’anni, e una multa compresa tra i 26 e i 260 mila euro, anche per i piccoli spacciatori. La pronuncia della Corte Costituzionale, dunque, andrà a influire notevolmente sia sul numero dei detenuti per crimini legati agli stupefacenti, sia sul numero dei processi tuttora pendenti per questi reati.
Accoglie positivamente la notizia Alessandra Cerioli, presidente della Lila Nazionale Onlus, la Lega italiana per la lotta contro l’Aids. «È finalmente diventato un fatto ciò che era sotto gli occhi di tutti – afferma la Cerioli – con i danni che questa Legge ha prodotto e le esistenze che sconvolto, rimuovendo anni di storia italiana di approccio alle sostanze e al loro consumo».
Tuttavia, riflette Alessandra Cerioli, resta ora da vedere come intenderà ora affrontare la questione il governo. Soprattutto in tempi così agitati.
«Letta ha assegnato la delega Alle Politiche Antidroga? – Si chiede la presidente di Lila – Ufficialmente non si è mai saputo. Dovrebbe essere sua dato che ha firmato l’ultima relazione al Parlamento prodotta dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio». Quello stesso DPA, continua la Cerioli, costruita a propria immagine e somiglianza proprio da Carlo Giovanardi.
Alessandra Del Zotto

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