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domenica, 23 Giugno 2024

Costigliole d'Asti, nella scomparsa di Elena Ceste lo spettro delle sette

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Un senso di colpa così forte da decidere di abbandonare tutto e tutti, compresi i quattro figli, e “punirsi” donandosi a Dio per mezzo di una setta religiosa.
Elena Ceste, la donna scomparsa da Motta Costigliole d’Asti lo scorso 24 gennaio, potrebbe aver deciso di espiare il senso di colpa per aver tradito il marito avvicinandosi a questo mondo dove la regola principale è dimenticare la vita precedente.
Questa è una delle piste che si sta facendo largo in queste ore. Una delle tante in questa vicenda sempre più ingarbugliata e dai contorni sempre più nebulosi.
Probabilmente la depressione che negli ultimi tempi aveva colpito la Ceste era dovuta forse proprio a questo amore clandestino nato tra le pagine di Facebook e consumatosi in una macchina all’interno di una cava vicino a dove viveva.
Sette religiose, come detto. Un segnale potrebbe essere proprio l’aver abbandonato i vestiti quella fredda mattina prima di scomparire nel nulla. Tutto ciò che aveva indosso è stato trovato dal marito vicino al cancello e nel cortile di casa. Quasi una purificazione come se in quella maniera si spogliasse di una vita passata. Infatti molte sette religiose di base cristiana questo svestirsi rappresenterebbe un rito di iniziazione per bruciare i ponti.
La Procura di Asti continua a indagare e a non escludere alcuna pista. Intanto i vigili del fuoco e i carabinieri scandagliano il fiume Tanaro, ma soprattutto i pozzi della zona alla ricerca di un corpo.

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