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mercoledì, 28 Settembre 2022

Terremoto, in Emilia Romagna bloccate nuove trivellazioni in via precauzionale

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
«Tutte le ricerche e le nuove concessioni sono ora bloccate, per principio di precauzione, fino alla verifica degli studi». La decisione è stata presa dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani dopo i dubbi e soprattutto le polemiche legate a quanto espresso dal “rapporto Ichese”. Uno studio commissionato da regione e dipartimento protezione civile , dopo il sisma che colpì l’Emilia nel 2012. Questo per stabilire la sussistenza di possibili legami tra le attività di trivellazione e lo sviluppo di onde sismiche. L’approfondito rapporto non esclude e non prova il legame. Le polemiche , che oggi hanno portato la questione in Parlamento, sono diventate vibranti dopo che i risultati del rapporto hanno avuto delle anticipazioni sulla rivista “Science”. Il presidente della regione Errani si è pubblicamente scusato, rivendicando la sua buona fede, per le indiscrezioni, i ritardi e la confusione che il caso ha creato. Un caso che ha alle spalle un terremoto che in Emilia, nel maggio 2012, ha visto la morte di 27 persone. La sospensione delle nuove attività di ricerca idrocarburi varrà fino all’acquisizione dei risultati della nuova commissione, convocata dal ministero dello Sviluppo economico. In concreto andando nel dettaglio saranno fermate in via precauzionale a 14 progetti tuttora in corso di valutazione ambientale mentre potranno proseguire le trivellazioni in corso e quelle già autorizzate, a meno che non sia il governo stesso a deciderne il blocco. Non pare al momento che si vada in questa direzione. Un indirizo che saebbe gradito ai diversi comitati No Triv sorti in Emilia. La questione è finita oggi in parlamento. Il titolare del dicastero dell’Ambiente , Gian Luca Galletti, sulla base dei riscontri tecnici fino ad ora appurati, ha espresso grande cautela nel trovare u un legame tra le attività di trivellazione per la ricerca di idrocarburi e le scosse sismiche registrate in Emilia Romagna. Rispondendo nel corso del “question time” (interrogazione con risposta immediata in aula) al deputato leghista Guido Guidesi sulle reali cause del terremoto avvenuto in Emilia nel maggio 2012 il ministro dell’Ambiente e della tutela del mare ha precisato che proseguiranno specifiche attività di monitoraggio e di studio su una questione che ha creato un notevole allarme e sulla quale occorre la massima cautela per evitare facili allarmismi. Galleti ha aggiunto, replicando a dubbi e critiche di scarsa trasparenza : «Credo che il lavoro di questo ministero sia sempre stato caratterizzato dalla massima cautela e dalla totale collaborazione con le regioni» . Ancora una volta un tipico caso all’italiana. In verità si tratta di un tema che aldilà delle speculazione e le difese politiche ed i facili allarmismi va inquadrato in modo chiaro come modello per la sicureza di tutta la nazione e non solo.

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