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Corruzione e aste truccate, 40 indagati nell’inchiesta partita dal re dei concerti Muttoni

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Una maxi inchiesta che coinvolge il mondo dei concerti, ma anche quello delle istituzioni e della politica. Sono 40 infatti le persone a cui in queste ore è stata consegnata la notifica di chiusura indagini per la vicenda che ruota attorno all’impresario musicale Giulio Muttoni, ex patrono della SetUp Live, la società che ha ereditato la gestione degli ex impianti di Torino 2006. 

Tra gli indagati anche il vicepresidente del Consiglio Comunale e consigliere Pd Enzo Lavolta, e l’ex senatore Dem Stefano Esposito, accusati insieme a Muttoni di turbativa d’asta in merito alla vicenda del Forum delle Sviluppo economico che si è svolto a Torino nel 2016. In particolare secondo la procura Lavolta avrebbe favorito Muttoni e il Parcolimpico per l’assegnazione della location contro GL Events.

A questi si aggiungono numerosi personaggi come pubblici ufficiali, appartenenti alle forze dell’ordine e al mondo istituzionale che secondo l’accusa avrebbero ricevuto biglietti gratis per concerti ed eventi da Muttoni in cambio di favori in vario ambito. 

A dare il via all’inchiesta i fatti risalenti al 2015 quando Muttoni avrebbe fatto di tutto per scrollarsi di dosso l’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Milano in relazione ad Expo 2016. Allora Stefano Esposito, caro amico di Muttoni, e ai tempi senatore avrebbe tentato di aiutarlo con il suoi ruolo di componente della Commisione antimafia in cambio, sempre secondo la procura, di somme di denaro da restituire a tasso di interesse minimo.