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mercoledì, 22 Maggio 2024

Coronavirus, medici di famiglia senza protezioni. Grimaldi (LUV) a Cirio: “Maggior impegno sulla sorveglianza attiva”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, che avrebbero dovuto essere operative dal 19 marzo, in molte ASL non sono ancora state programmate, e in ogni caso stanno partendo sul territorio in assenza di linee guida omogenee sul personale, sulle funzioni e sull’organizzazione” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi.

Si tratta delle cosiddette U.S.C.A, previste all’Articolo 8 del Decreto Legge 9 Marzo 2020 n.14, che dovrebbero essere istituite presso le ASL della Regione per consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività assistenziale ordinaria, ovvero dovrebbero assistere i pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, i sospetti infetti, o i pazienti dimessi precocemente e ancora positivi al virus.

“Non solo” – aggiunge Grimaldi: – “servirebbero sul territorio i pulsossimetri per permettere ai medici di medicina generale di gestire i pazienti critici a domicilio, sia in fase diagnostica, per valutare chi debba essere ospedalizzato, sia una volta che il paziente viene dimesso per il monitoraggio delle complicanze”.

Con una lettera aperta a cittadini e istituzioni, la Società Italiana di Medicina Generale ha denunciato infatti la drammaticità della situazione ed espresso la necessità immediata per i medici di famiglia di 100mila pulsossimetri, strumenti che rilevano la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca, per seguire i pazienti critici a distanza. Tali dispositivi sono al momento introvabili e molti sono rincarati del 100% in una settimana. I medici di famiglia testimoniano inoltre di avere acquistato 500 mila maschere e respiratori tramite collette e di avere organizzato a proprio spese la sanificazione.

“Non abbiamo mai polemizzato sul numero di tamponi, ma i drammi che ci vengono raccontati dalle famiglie del personale medico sul territorio non possono restare inascoltati” – conclude Grimaldi. – “Come abbiamo detto pochi giorni fa, serve maggiore impegno sulla sorveglianza attiva, ossia sull’assistenza e sui tamponi a domicilio e non possiamo abbandonare in questo momento i medici di medicina generale. Faccio appello al Presidente Cirio e all’Asessore Icardi affinché sblocchino urgentemente questa situazione”.

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