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domenica, 19 Maggio 2024

Coronavirus, italiani bloccati in Nuova Zelanda: la testimonianza di Laura Pintore

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Mi chiamo Laura Pintore. Ho 27 anni. Mi trovo a Wellington dal 29 gennaio 2020 per condurre, presso il National Institute of Water and Atmospheric Research (da ora, NIWA), una parte delle analisi che sto svolgendo nell’ambito di un Dottorato di Ricerca promosso dall’Università degli studi di Torino in collaborazione con WWF Italia e il citato NIWA.
Il progetto prevede la mia permanenza in Nuova Zelanda sino al 26 aprile 2020, data per la quale ho acquistato il biglietto di ritorno prima di partire dall’Italia. Sempre prima di partire, ho stipulato un’assicurazione sanitaria che non copre le spese eventualmente connesse a patologie pandemiche e che comunque scadrà in data 27 aprile 2020. Sono in possesso di visto Working Holiday Visa, che mi consente di permanere in Nuova Zelanda sino al 7/12/2020. Le spese di viaggio, vitto e alloggio per le mie attività di ricerca sono completamente a mio carico.

Ho recentemente appreso che la compagnia aerea Emirates, con la quale sarei dovuta tornare in Italia, ha sospeso i collegamenti dalla Nuova Zelanda per l’Italia per un periodo non definito.

L’Università degli studi di Torino mi ha chiesto di conoscere la mia situazione, attraverso la compilazione di un form, e se io abbia necessità di rientrare in Italia.

Il NIWA, in ossequio alle disposizioni impartite dal Governo neozelandese, ha sospeso le attività di ricerca presso i suoi locali, invitando dipendenti e ricercatori a proseguire le loro attività, per quanto possibile, presso i rispettivi domicili.

In Nuova Zelanda lo stato di allerta è stato elevato al livello 4 il 26 marzo, con conseguenti misure restrittive che comportano il lockdown fino al 26 aprile, quindi la chiusura di tutti gli esercizi commerciali a meno che non si tratti di alimentari o farmacie. Inoltre, è stato chiesto ai cittadini di rimanere presso il proprio domicilio.

L’agenzia di viaggi italiana presso la quale avevo acquistato i biglietti di andata e ritorno, mi ha confermato la cancellazione di tutti i voli da parte della compagnia Emirates e mi ha suggerito di attendere il 15 aprile per rifare il punto della situazione.

Il 21 Marzo, ancora prima del lockdown mi ero recata presso l’Ambasciata d’Italia in Nuova Zelanda, a Wellington, per sapere se fossero state intraprese iniziative per fornire assistenza agli italiani presenti in Nuova Zelanda che si trovassero nella necessità di ritornare in Italia e stessero incontrando le mie stesse difficoltà. Sono stata ricevuta in un pianerottolo e, in maniera tanto garbata, quanto sbrigativa, un gentile funzionario mi ha solo invitato a consultare le FAQ presenti sui siti istituzionali del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata. Tralascio ogni considerazione sulla delusione mia e degli altri tre concittadini che con me avevano bussato alla sua porta, tutti ingenuamente convinti che quella fosse la “porta di casa”.

Dalla consultazione delle FAQ non avevo trovato concrete risposte su come comportarmi in questa situazione. L’impressione che, io e i diversi italiani con cui mi sono confrontata al riguardo, avevamo tratto è che ci saremmo dovuti “arrangiare”, a dispetto di tutte le dichiarazioni ufficiali di chi proclama a gran voce che nessun italiano sarà lasciato da solo, in qualsiasi parte del mondo si trovi.

Avevo quindi consultato il sito della “Farnesina”, che nel dare istruzioni, ha suddiviso il mondo in aree. Abbiamo “cliccato” fiduciosi su “ASIA E OCEANIA” e, convinti di aver trovato finalmente qualche risposta ai nostri problemi, abbiamo scoperto che la Nuova Zelanda… non esiste.

Ecco perché ho deciso, insieme agli altri concittadini sopracitati, di farmi parte diligente e di adoperarmi concretamente, non solo per me, ma anche per coloro che si trovano nella mia stessa condizione.

Navigando sul web, ho rilevato che analoghe difficoltà erano sono dagli italiani che si trovano in Australia (esiste un gruppo facebook chiamato “Emergenza Coronavirus – Italiani in Australia e Nuova Zelanda”). Una di loro, Veronica Olivetto, si è già rivolta alla Farnesina per rappresentare le loro difficoltà. Ha promosso la creazione di una lista di persone che vorrebbero rientrare in Patria, a cui mi sono già iscritta (sono la 199^), alla quale in pochi giorni, per quanto mi risulta, hanno finora aderito piuù di 400 persone, tra Australia e Nuova Zelanda.

Noi, che siamo in Nuova Zelanda, abbiamo problemi analoghi ai loro, per noi aggravati dal fatto che in Nuova Zelanda insistono meno concittadini (con minore “forza contrattuale”, quindi), che siamo ancora più lontani e che Alitalia non arriva sino a questa terra (con riferimento alla sua famosa pubblicità “Le vie del cielo sono infinite e l’Alitalia le percorre quasi tutte”, noi facciamo parte del quasi!).

Il 28 Marzo dopo essermi iscritta ad una lista promossa dalla pagina Facebook dell’ambasciata, ho ricevuto la seguente e-mail:

“Cari connazionali,

vi scrivo in quanto fate parte di una lista di persone temporaneamente in Nuova Zelanda o piccole isole del Pacifico (turisti, working-holidayers, studenti dei programmi di scambio scolastico) che intendono far rientro al più presto in Italia.

Se il vostro nome è stato inserito erroneamente, preferite per il momento restare in Nuova Zelanda o siete già rimpatriati, vi prego di farlo presente rispondendo a questo messaggio.

Viviamo una situazione inedita e globale. In Nuova Zelanda siamo al terzo giorno di stato di emergenza, che limita la libertà di spostamento, ma che è stato deciso per limitare la propagazione del contagio, quindi anche nel nostro interesse.

L’Ambasciata è impegnata prioritariamente nel seguire la vostra situazione. Rispondiamo ai vostri messaggi, a quelli dei vostri familiari in Italia e alle istituzioni che ricevono le vostre segnalazioni. Cercate di non attivare tutti i canali con le stesse richieste. Rischiate di ingolfarci e ritardare le risposte. Sul sito web www.ambwellington.esteri.it diamo conto della situazione aggiornata che vi riguarda. Vi sono disponibili liste di agenzie di viaggio che hanno accettato di assistervi ed elenchi di sistemazioni per trascorrere l’isolamento in mancanza di alloggio alternativo. I post con le notizie salienti vengono pubblicati sulla pagina di facebook https://facebook.com/ItalyinNZ/ e su twitter @ItalyinNZ. La situazione cambia repentinamente per quanto riguarda i trasporti interni ed i transiti internazionali. Nonostante le proteste di tutte le Ambasciate europee, il Governo neozelandese ha riservato ieri la possibilità di far uso dei trasporti aerei interni solo agli operatori dei servizi essenziali. Lo stesso giorno sono cessati i traghetti fra le due isole. Anche i voli speciali, come quelli già organizzati dalla Germania, sono stati sospesi su disposizione del Governo neozelandese. Sono ancora accessibili per chi si trova nell’isola nord i voli della Qatar Airways dall’aeroporto di Auckland. Vi raccomando di recarvi in aeroporto solo il giorno della partenza e con l’intera tratta NZ-Italia confermata. Se si riaprissero i voli speciali considererò prima le esigenze delle categorie vulnerabili.

Mi rendo conto che molti di voi si trovano in una situazione difficile. Se cessassimo però di avere una prospettiva egocentrica e guardassimo alla situazione del nostro Paese martoriato dal virus, agli sforzi eroici dei nostri operatori sanitari e alla situazione di altri Italiani, bloccati in Paesi meno sviluppati della Nuova Zelanda, valuteremmo la nostra situazione più realisticamente.

Io e i miei collaboratori siamo a vostra disposizione per esigenze effettive. Questo

indirizzo wellington.embassy@esteri.it , il centralino nell’orario di apertura 044735339 e il numero d’emergenza al di fuori di tale orario 0274448259 sono sempre disponibili a raccogliere i vostri quesiti e richieste. Per cortesia siate circostanziati, stiamo facendo tutto il possibile (ad. es. vendere la vostra macchina o comprare biglietti aerei in vostra vece non è possibile).

Riferiamo quotidianamente a Roma la vostra situazione ed il vostro numero. Non siete abbandonati e verrete messi al corrente di soluzioni per riportarvi a casa.

Fabrizio Marcelli

Ambasciatore d’Italia – Wellington”

Inutile sottolineare quanto mi abbia amareggiata la frase:  “Se cessassimo però di avere una prospettiva egocentrica e guardassimo alla situazione del nostro Paese martoriato dal virus, agli sforzi eroici dei nostri operatori sanitari e alla situazione di altri Italiani, bloccati in Paesi meno sviluppati della Nuova Zelanda, valuteremmo la nostra situazione più realisticamente.”

Sono sola dall’altra parte del mondo, lontana dalla mia famiglia e senza la possibilità di tornare a casa: non mi aspettavo di certo una ramanzina dall’istituzione che dovrebbe farmi sentire al sicuro. Nonostante tutto, ho messo da parte l’amaro in bocca e ho provato a contattare i numeri indicati: ovviamente non ho ricevuto risposta.

Il 6 Aprile ho ricevuto una telefonata da parte di Antonio Loiacono, funzionario dell’ambasciata che da tutta la mattina stava effettuando telefonate agli iscritti alla lista promossa su Facebook. Il Sig. Loiacono è stato molto gentile e scrupoloso e si è informato sulle mie condizioni economiche e di salute (particolari che mi ha detto avrebbe aggiunto al “mio file”) purtroppo però anche in tale occasione mi è stato detto che avrei dovuto acquistare i biglietti presso la Qatar Airways (che hanno prezzi inammissibili e che di certo un dottorando non può permettersi con le proprie risorse) e che l’ambasciata non avrebbe potuto aiutarmi in alcuna maniera.

Ieri, 10 Aprile, ho ricevuto un’altra e-mail:

“Buonasera,

a metà della prossima settimana cesseranno i voli speciali organizzati da vari Paesi europei che ormai viaggiano con molti posti vuoti. Alcuni purtroppo erano posti riservati a nostri connazionali che non si sono presentati all’imbarco. Anche i voli della Qatar Airways verranno sospesi dal 18 aprile.

Tutti coloro che vogliono rientrare in Italia sono pertanto invitati ad approfittare in particolare dei voli speciali tedeschi, che partono quotidianamente da Auckland e Christchurch per Francoforte.

Ciascuno dovrà provvedere a procurarsi il tratto Francoforte- luogo di residenza in Italia, dove entrare nell’ auto- isolamento previsto dalla normativa. L’imbarco sui voli tedeschi è consentito solo a tali condizioni. In Germania è solo permesso il transito.

Siete pregati di rispondere a questa mail all’indirizzo wellington.embassy@esteri.it solo se effettivamente e seriamente interessati a partire nei giorni indicati. Successivamente, in assenza di voli, questa Ambasciata non potrà più agevolare rientri in Italia.

Fabrizio Marcelli Ambassador of Italy Wellington, New Zealand”

Di nuovo, non riesco a nascondere il mio disappunto. Una volta venuta a conoscenza della possibilità di usufruire dei voli organizzati dalla Germania per poter tornare in Italia, mi sono adoperata per poter sfruttare la possibilità perché fortemente interessata a ritornare a casa mia.

Insomma, non solo ci si deve organizzare autonomamente per raggiungere Auckland e poi dalla Germania all’Italia, ma da nessuna parte sono indicati gli orari di partenza e arrivo dei voli tedeschi, nè tantomeno i reltivi prezzi. Come faccio quindi a prenotare il volo che da Wellington mi porta ad Auckland e che da Francoforte mi riporta a Roma? In questa maniera è impossibile organizzarsi autonomamente in quanto sono a disposizione solo informazioni frammentarie e senza il quadro completo mi trovo in seria difficoltà

Inoltre, è sconcertante il tempismo: hanno mandato la mail alle 16:45 del Venerdì Santo. Fino a martedì qualsiasi agenzia di viaggio attraverso cui potrei potenzialmente prenotare i voli per le coincidenze è chiusa (comprare i voli senza agenzia sarebbe folle perché non si è tutelati e i voli vengono cancellati in continuazione) e l’ultimo volo parte, a quanto dicono, il sabato 18. Non hanno dato abbastanza preavviso e oltretutto non sono ancora in possesso delle informazioni inerenti ai prezzi e agli orari dei voli tedeschi.

Mi sono messa l’anima in pace. Non è possibile pianificare una data di rientro.
Emirates, la compagnia con cui ho prenotato e che non garantisce il rimborso se non sotto forma di voucher, ha affermato però che fino al primo di giugno sicuramente avrebbe sospeso tutte le sue attività

Io, fra tanti, mi ritengo, fortunata. Sono in grado di continuare a sostenermi economicamente, sebbene ciò incida gravemente sul mio bilancio personale e familiare.
Mi rendo conto che l’Italia sta ora affrontando problemi gravissimi, al confronto dei quali i miei possono apparire irrilevanti, ma mi permetto in questa sede di interpretare le preoccupazioni di altri italiani che stanno vivendo questa esperienza, lontano dai loro cari, e sono meno fortunati di me. Nonostante l’infelice esperienza, continuo a confidare nel fatto di essere parte di un grande Paese, che non si dimenticherà di un piccolo numero di concittadini che, in grandissima parte per motivi di lavoro e di ricerca, si trovano ora nella terra più lontana che ci sia.

Tuttavia, ritengo sia necessario far sapere cosa sta accadendo proprio in questa terra lontana, ritengo sia necessario che se ne parli attraverso le testate giornalistiche perché purtroppo la voce di una studentessa che si trova dall’altro lato del mondo non basta.

Scusandomi con gli italiani presenti in Nuova Zelanda, la grandissima parte dei quali a me sconosciuti e nel nome dei quali mi sto permettendo di parlare, pensando di interpretare i loro pensieri e le loro difficoltà e grata a tutti per l’attenzione, Vi prego di gradire i miei distinti saluti.

Laura Pintore

 

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