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giovedì, 30 Maggio 2024

Coronavirus, i detenuti rinunciano ai colloqui

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Sono molti i detenuti che hanno rinunciato ai colloqui con i proprio familiari a causa dell’emergenza Coronavirus. A darne notizia è il segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria S.PP, Aldo Di Giacomo, che ha lanciato un appello ai ministri della Salute Roberto Speranza e della Giustizia Alfonso Bonafede,  ai Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria ed ai prefetti di Torino, Milano, Padova, Bologna e Firenze e ai Presidenti delle Regioni coinvolte dall’emergenza.

«Ascoltateci e dimostrate un briciolo di buon senso altrimenti vi riterremo tutti responsabili di quanto potrà accedere per il coronavirus nelle carceri», dice Di Giacomo che aggiunge: «Sono i detenuti, già da qualche giorno, a dimostrare buonsenso chiedendo, sempre più numerosi, di rinunciare ai colloqui con i familiari che invece si continuano a tenere come se niente fosse accaduto fuori degli istituti penitenziari, gli stessi detenuti chiedono agli agenti di indossare le mascherine per evitare una eventuale trasmissione del virus dell’esterno».

«Solo ieri all’ingresso di Milano-San Vittore c’erano almeno 500 persone in attesa dei colloqui, a oggi nessuna mascherina è disponibile per la polizia penitenziaria né tanto meno termometri laser. La sottovalutazione – dice ancora il segretario del sindacato – è ancora più grave ed ingiustificata tenuto conto che un detenuto su due è malato con patologie che ne fanno un rischio per sé e per gli altri e che ci sono circa 2.600 detenuti con più di 70 ann».

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