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giovedì, 28 Maggio 2020

Cooperazione internazionale, il vero argine all’immigrazione

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Riccardo Graziano
Riccardo Graziano
Figlio del boom demografico e dell'Italia del miracolo economico, vive con pessimismo non rassegnato l'attuale decadenza del Belpaese. Scopre tardivamente una vocazione latente per il giornalismo e inizia a scrivere su varie testate sia su carta stampata sia su web.

Per mettersi a posto la coscienza con gli immigrati, molti dicono”aiutiamoli a casa loro”. Salvo poi tagliare i fondi per la cooperazione internazionale, come hanno fatto molti Governi, compreso quello attuale. Invece, c’è chi senza troppo clamore lo fa davvero, mettendo in piedi progetti di cooperazione fra i nostri enti locali e alcune nazioni africane: un modo per aiutare le popolazioni in difficoltà direttamente nei loro territori, evitando così migliaia di partenze disperate, di vite inghiottite dalle sabbie del deserto o dalle acque del Mediterraneo, o le sceneggiate sui porti di approdo chiusi.

La Regione Piemonte, unitamente alla Compagnia di San Paolo, ha messo a bando 363mila euro di finanziamenti, che sono stati aggiudicati a 23 Comuni. Si tratta dei fondi in dotazione al bando “Piemonte & Africa Sub-sahariana 2018”, che serviranno a sostenere ben 13 progetti in Senegal, più altri in Burkina Faso, Guinea Conakry, Costa d’Avorio, Mali, Benin.

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«Un fatto importante – spiega l’assessora alla Cooperazione internazionale, Monica Ceruttiperché attraverso la cooperazione si creano relazioni fruttuose e durature tra sindaci africani e italiani e si pongono le basi per costruire occasioni di sviluppo in quei Paesi affinché i loro concittadini non debbano essere costretti a lasciare la propria terra e i propri affetti per affrontare viaggi pericolosi».

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A sua volta Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo, ha affermato: «Da tempo la Compagnia di San Paolo collabora attivamente con la Regione Piemonte per sostenere progetti di sviluppo locale in Africa Sub-sahariana, convinta della fondamentale importanza che reti solide e solidali tra territori piemontesi e africani possono rivestire  in termini di sviluppo economico, sociale, culturale e a favore della democrazia e della pace».

Dal 2015, la Regione Piemonte ha ripreso le iniziative a sostegno dei paesi dell’Africa, che erano state sospese dalla Giunta precedente. In tre anni sono stati finanziati 44 progetti, con un esborso da parte dell’Ente regionale di circa 510mila euro nel il triennio, a fronte di un controvalore complessivo investito di circa 970mila. Nei progetti, oltre ai Comuni, sono coinvolte alcune Ong e associazioni  presenti sui territori, e istituzioni di vario genere, a partire da quelle scolastiche.

«Siamo molto soddisfatti di quanto realizzato finora – ha aggiunto Cerutti – Il numero dei Comuni che hanno avviato dei progetti di cooperazione è aumentato in questi anni e questo è positivo anche perché questo è un modo per consentire una maggiore conoscenza tra popoli. Siamo convinti che anche così si dia un contributo verso il superamento delle diffidenze nei confronti dei migranti che arrivano in Italia. Si dà modo ai piemontesi di scoprire le realtà da cui queste persone partono, di capire le loro difficoltà. E la conoscenza reciproca dà spesso modo di evitare o superare le incomprensioni dovute alle differenze culturali».

La Compagnia di San Paolo opera a sua volta da diversi anni in alcuni Paesi dell’Africa Sub-sahariana quali Senegal, Mali, Burkina Faso, Ghana, in collaborazione con altre fondazioni italiane ed europee, ONG, associazioni di migranti, istituzioni pubbliche locali e regionali, organizzazioni di produttori agricoli. Gli interventi si occupano di sviluppo rurale e locale, promozione del diritto al cibo e alla salute, agricoltura ecologica e ruolo delle organizzazioni contadine.

L’ottica è quella di interventi strutturali sul lungo periodo, in modo da consentire il trasferimento di competenze e aiutare i beneficiari a non avere più bisogno di aiuto, a portare avanti i progetti in autonomia. L’investimento della Compagnia di San Paolo negli ultimi 5 anni in progetti nell’Africa sub-sahariana è stato di circa 1 Milione di € all’anno. Una strategia che ha consentito tra l’altro di “garantire reti stabili tra soggetti e territori italiani e africani” e “valutare con rigore gli esiti delle iniziative promosse” ha evidenziato Profumo. Lo stesso modus operandi messo in atto per i progetti co-finanziati insieme alla Regione Piemonte.

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