La decisione ufficiale del Comune è arrivata ieri sera. Il bambino concepito e nato in Spagna con la fecondazione eterologa da due donne, di cui una di origini torinesi, per la prima volta in Italia, sarà iscritto all’anagrafe come figlio di due mamme e già questa mattina arrivano i primi dissensi. A Torino, la Lega Nord starebbe organizzando una manifestazione davanti agli uffici dell’anagrafe per protestare contro la trascrizione dell’atto di nascita del bambino figlio di due donne.
Il verdetto della Corte d’Appello di Torino è stato chiaro e l’Amministrazione comunale ha deciso di dare corso alla sentenza dei giudici subalpini giunta il 7 gennaio. Scelta che non poteva non creare una profonda spaccatura nell’opinione pubblica quanto nel mondo politico. Contrari i difensori della così detta famiglia tradizionale, composta da padre, madre, uomo e donna, come l’arcivescovo del capoluogo piemontese Cesare Nosiglia e le opposizioni di destra. Soddisfatti invece le associazioni in difesa dei diritti degli omosessuali e la sinistra che ora chiede una legge chiara a livello nazionale.
La prima dichiarazione sull’argomento del sindaco Piero Fassino, attesa in Sala Rossa lunedì prossimo è arrivata in anticipo, e oggi, ha parlato di una «scelta dovuta».
«Ottemperiamo a un pronunciamento della magistratura che ordina al Comune di Torino di trascrivere il bambino nel registro di stato civile – ha detto il primo cittadino a margine della sua prima conferenza stampa dell’anno.
«Esiste un ritardo legislativo rispetto alla realtà. Auspico che Governo e Parlamento assumano atti volti a colmare questo vuoto».