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lunedì, 20 Maggio 2024

Compost, riciclare in casa e ottenere uno sconto sulla Tarsu

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
I rifiuti della cucina e del giardino possono trasformarsi in ottimo terriccio per i nostri fiori e per l’orto. Come? Grazie alla tecnica del compostaggio domestico. Basta saper scegliere e miscelare scarti alimentari e organici per ottenere un humus molto più nutritivo di qualsiasi concime chimico in circolazione. In questo modo è possibile dare un valido contributo alla difesa e alla salvaguardia dell’ambiente, ridurre, in termini di peso e volume, circa il 30% dei rifiuti prodotti in casa, riciclarli e chiedere al Comune di residenza uno sconto sulla tassa dei rifiuti. A Torino per esempio l’Amiat mette a disposizione dei cittadini che ne fanno richiesta una compostiera da 300 litri, con contratto di comodato d’uso.
Il compost si forma per l’opera di degradazione biologica dei batteri, che avviene in presenza di ossigeno, in ambiente umido e a una temperatura favorevole, con scarti ben mescolati, in modo che si trasformino in sostanze più semplici. E’ un processo che ritroviamo naturalmente nel sottosuolo, ma è possibile accelerarne i tempi. Tra i materiali biodegradabili troviamo tutti i residui di cibo, come quelli di frutta e verdura, cibi cotti, fondi del caffè, bustine del tè, tovaglioli e fazzoletti di carta usati in cucina, gusci d’uovo, meglio se finemente rotti. Occorre fare attenzione agli avanzi di cibo animale, soprattutto le ossa troppo grosse o in alte quantità, perché potrebbero attirare animali indesiderati. Stessa cosa per i gusci dei molluschi. Tutta la frazione umida, con un alto contenuto di azoto, va compensata con una parte più secca, che contiene carbonio, presente nelle foglie e fiori secchi, sfalci erbosi essiccati, resti legnosi sminuzzati, ma anche cartone leggermente inumidito, carta di giornale non patinata, segatura non trattata e cenere. Il giusto bilanciamento tra componenti azotati e carbonio permetterà l’avvio della fase di decomposizione e impedirà il proliferare di cattivi odori e insetti. Meglio inserirli a strati, dosandoli anche con un po’ di terriccio. E’ ovviamente importante anche la giusta aerazione, la presenza di ossigeno e un buon grado di umidità. Da evitare assolutamente sostanze tossiche o non compostabili, come tessuti, pannolini, carta patinata, oli, plastica, cartoni poliaccoppiati e mozziconi di sigaretta con filtro.
Ma qual è il posto ideale per produrre il compost in casa? Un appezzamento di terra anche piccolo, sarebbe la soluzione ideale per creare un cumulo o una buca dove interrarlo, rigirarlo ed eventualmente inumidire con l’acqua. Ci sono però altre tecniche utilizzabili. Esistono in commercio delle compostiere in plastica, più o meno complesse, che racchiudono le sostanze da degradare permettendo al contempo il passaggio di aria, luce ed il mantenimento di calore ed umidità. E’ possibile anche farla in casa, impiegando una rete metallica, l’importante è che sia possibile rimescolarlo, arearlo ed evitare ristagni d’acqua.
Compostare è quindi facilissimo basta porre un mix di rifiuti a degradarsi in un ambiente controllato con pochissimi accorgimenti. E’ ecologico ed anche economico, non si acquistano fertilizzanti, si aiuta la terra a mantenere la fertilità e si riducono i rifiuti.

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