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martedì, 26 Maggio 2020

Come funziona in Italia l'accoglienza migranti

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Michele Paolino
Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia è ripartito tra strutture di prima e di seconda accoglienza. Alla prima, coordinata  dalle prefetture locali, fanno capo  gli hotspot e gli hub mentre la seconda, fondata sugli Sprar (Sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), è finanziato dal Ministero dell’Interno e amministrata dai Comuni e da altri enti locali che, con la collaborazione del terzo settore, provvede all’accoglienza e alla tutela dei richiedenti asilo e dei soggetti che usufruiscono di altre forme di protezione umanitaria al fine di agevolare il loro inserimento socioeconomico.
I servizi di accoglienza e di integrazione Sprar comprendono: l’inserimento in strutture di piccole dimensioni, l’erogazione di buoni spesa per il vitto, il supporto di un mediatore linguistico, la facilitazione nell’accesso ai servizi socio-sanitari ed educativi, l’inserimento in corsi di formazione, un supporto nella ricerca di un lavoro e di una casa.
Negli ultimi anni, al crescere numero di immigrati, si sono diffusi, in alternativa agli Sprar, anche i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) che ormai costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza ospitando oltre il 72% dei profughi accolti nel nostro paese. Questi centri sono affidati ad imprese private, cooperative, alberghi e residence che stipulano contratti direttamente con le prefetture.

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