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domenica, 19 Maggio 2024

Cipro, sale la tensione tra Turchia e Russia

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Ancora tensione tra Cipro e Turchia. Da ieri, sulla base della direttiva marittima NavTex emessa da Ankara all’inizio del mese, la nave turca Barbaros utilizzata per le ricerche petrolifere ha iniziato le sue esplorazioni entro la Zee (Zona economica esclusiva). La sua missione si concluderà solo il 30 dicembre prossimo.
Il governo di Nicosia ha risposto immediatamente a quella che appare come l’ennesima sfida del governo turco all’autonomia dell’isola, sospendendo i colloqui con la controparte turco-cipriota che controlla il 36% del territorio. Si ricordi infatti che nonostante la Repubblica di Cipro sia formalmente uno stato unitario, di fatto essa è divisa in due parti, separate dalla cosiddetta linea verde: l’area che si trova effettivamente sotto il controllo del governo di Nicosia e la Repubblica turca di Cipro del Nord fondata nel 1983.
«Questa è una chiara violazione dei diritti sovrani ciprioti», ha affermato il portavoce cipriota Nicos Christodoulides. Ma Anakara non riconosce la sovranità di Nicosia sul tratto di mare in questione, e risponde picche al governo dell’isola.
A complicare ulteriormente la vicenda, soprattutto da un punto di vista internazionale, due fattori. In primo luogo la presenza nello stesso tratto di mare di una nave-piattaforma Saipem 10000, appartenente a Eni-Kogas, consorzio italo-coreano, e della francese Total. Entrambe le compagnie hanno ottenuto concessioni dal governo di Niosia, che ha autorizzato rilevazioni sottomarine.
La speranza è quella di trovare vasti giacimenti di gas e petrolio, che modificherebbero sensibilmente la situazione economica cipriota: nel 2013 l’isola era stata costretta a presentare richiesta di aiuti internazionali dopo il fallimento delle sue banche.
Il secondo fattore è puramente militare. Sempre ieri, infatti, la marina militare russa ha iniziato esercitazioni missilistiche nelle acque antistanti le coste meridionali dell’isola. Il via libera del governo di Nicosia sarebbe arrivato ben prima dell’emissione della NavTex turca, tuttavia il tempismo appare alquanto preoccupante; soprattutto perché Mosca avrebbe tutto l’interesse a riconquistare influenza nell’area, dove risiede una numerosa comunità russa.
E infatti i primi passi a favore di un coinvolgimento moscovita sembrano già stati fatti. Dopo la richiesta di aiuto a Bruxelles e al Fondo monetario internazionale durante la crisi del 2013, spicca infatti il bilaterale con Vladimir Putin durante il recente vertice Asia-Europa (Asem).

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