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lunedì, 19 Ottobre 2020

Cipollino: un libro ricorda Gianni Rodari

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Cipollino, figlio di una povera cipolla, eroe del riscatto delle verdure proletarie contro l’arroganza del cav. Pomodoro e degli ortaggi nobili, è ancora oggetto di sogni, polemiche e censure nella Russia di Putin.

Parliamo del più noto dei protagonisti dei racconti dello scrittore Gianni Rodari. Il maestro di Omegna che, a cento anni dalla sua nascita, con i suoi libri dedicati all’infanzia resta l’autore italiano più letto in Russia e nell’Europa dell’Est.

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Anna Roberti, infaticabile presidentessa onoraria  dell’Associazione culturale Russkij Mir di Torino, gli ha dedicato la sua ultima fatica editoriale, dal titolo “Cipollino nel Paese dei Soviet”.  Il volume di ben 244 pagine, sarà in libreria dal 1 ottobre (18,40 euro) e sarà disponibile anche in versione ebook.

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L’accurata ricerca della Roberti ha consentito la riscoperta di numerosi dettagli inediti anche sui primissimi viaggi di Rodari in Unione Sovietica che risalgono ai primi anni 50. 

Rodari fu un fervente comunista e fino alla morte, nel 1980, rimase un grande amico dell’Unione Sovietica. Tuttavia rifiutava la violenza e rimase scosso dalle rivelazioni di Krusciov sui crimini stalinisti.  Col tempo si allontanò pure da l’Unità, con cui collaborava con continuità, per passare al più liberal “Paese sera”.

Certo con il suo “La freccia azzurra”, e il relativo cartone animato, ha incantato bambini e adulti di tutto il mondo. La sua morale semplice ed eloquente, la sua difesa e speranza verso chi è più povero ed emarginato, ha sempre fatto breccia ed emozionato non solo i più piccoli.

Ancora oggi Cipollino viene invocato come il simbolo di un’auspicata nuova guida per i proletari e gli sfruttati di oggi e le sue metafore sono a Mosca  ancora incredibilmente oggetto di polemiche e addirittura censure.

Dopo tanto tempo è sorprendente il successo che questo autore continua a riscontrare in Russia e nell’Est europeo. Una fama che non è certo paragonabile a quanto si registra in Italia, dove l’autore non risulta così noto specie tra le giovani generazioni.

Non a caso Rodari , pur essendo scomparso nel 1980, resta l’autore italiano più letto e famoso anche nella Russia di Putin. Un Paese carico di contrasti in cui Cipollino continua a rappresentare un simbolo per tante persone toccate dalla crisi che sperano in un riscatto.

I suoi racconti, carichi di umanità e senso di giustizia, sono diventati cartoni animati, opere teatrali e ispirando progetti musicali e balletti con, a volte, code polemiche che hanno addirittura comportato la “rivisitazione” dei finali. 

  Nel suo ultimo lavoro rimasto incompiuto, Rodari racconta dei suoi incontri con i bambini russi. Il libro non è stato ultimato, ma sono rimasti diari e appunti che riportano dettagli, emozioni, considerazioni di questi incontri, a cui l’autore teneva moltissimo ed in cui emerge la sua ferma volontà di far conoscere quei valori universali che caratterizzano l’infanzia russa, italiana e di ogni parte del mondo con sorprendente semplicità.

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