8.5 C
Torino
sabato, 25 Maggio 2024

Caso museo “A come Ambiente”, respinte le dimissioni di Lavolta ma non quelle di Degiacomi

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

All’indomani del caso “A come Ambiente” compaiono nuovi risvolti della vicenda. La querelle svoltasi dentro e fuori Palazzo di città tra l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, anche presidente del museo di corso Umbria, e il direttore Carlo Degiacomi ha portato alle dimissioni di quest’ultimo, accettate all’unanimità dal consiglio di amministrazione che sta a capo all’associazione. Ma ecco che, quando la vicenda sembra più o meno conclusa, viene fuori che anche lo stesso assessore aveva a sua volta rassegnato le dimissioni, queste respinte però con decisione da tutti i membri de Cda.
La lettera con cui Lavolta si congedava, si scopre, risale allo scorso 4 ottobre. Qui si spiega che, dopo aver assunto il ruolo di presidente nel dicembre 2011, in seguito alla nomina nella Giunta Fassino, l’assessore si sarebbe trovato di fronte a «situazioni, prassi e pratiche gestionali che mi sono persuaso non conformi alla natura ed alle finalità del Museo e, in particolare, non corrispondenti ai profili di responsabilità di un organismo che costituisce una emanazione degli indirizzi di buona amministrazione assunti e promossi dalla città di Torino, così come delle altre Istituzioni pubbliche che, con la città, costituiscono la governance dell’associazione». Si riferisce a Regione e Province, assieme al Comune partecipate di “A come Ambiente”.
Non ha mezzi termini l’assessore all’Ambiente, nel descrivere «il consolidarsi negli anni di una gestione, per opera del suo direttore, che non esito a definire densa di profili personalistici e familistici, e con tratti inaccettabilmente proprietari». Ovvero, l’affidamento all’appalto che gestisce le esibizioni nel museo al figlio di Degiacomi, Manuele, e il fatto che la stessa nuora di Degiacomi sia impiegata nella struttura.
Il contenuto della lettera è stato discusso in consiglio di amministrazione dopo lo scottante (e in parte tenutorsi a porte chiuse) dibattito in Sala Rossa sul tema, svoltosi ieri nel tardo pomeriggio. Lavolta, come detto, rimane presidente dell’associazione e il suo portavoce fa sapere che «verrà nominato dall’esterno un direttore pro tempore, poi partirà un bando di concorso per reclutare il futuro sostituto di Degiacomi. I criteri sono quelli della trasparenza e della meritocrazia, per lasciarci alle spalle episodi come questo». Nel frattempo l’assessore commenta dal suo profilo Facebook: «Si apre una fase nuova del museo A come Ambiente», suscitando numerose frasi di approvazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano