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martedì, 21 Maggio 2024

Caso La Rotella, si vota: Braccialarghe minaccia le dimissioni

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La Fondazione per la Cultura di Torino è appesa a un filo. Gli attacchi alla Fam arrivano da più fronti. Da una parte il caso di Angela La Rotella, l’ex dirigente comunale epurata dopo le scandalo dei concorsi truccati e risorta come segretario generale della Fondazione, con una nomina diretta che non cessa di suscitare polemiche. Incrementate, forse, dal fatto che sia moglie del Sovrintendente al Teatro Regio Valter Vergnano. Dall’altro il fatto che l’ente, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe per arricchire il settore di nuovi sponsor e partnership, sembra ad oggi procurare solo spese a Palazzo Civico (tra cui il consistente stipendio di La Rotella, 3.957 euro netti al mese completi di tredicesima e quattordicesima). E i numerosi tagli lo testimoniano.
Di tutto questo si discuterà in Comune questa sera in un incontro tra il sindaco Piero Fassino, un gruppo di consiglieri comunali del Partito Democratico e l’assessore Bracciarghe. Che, da parte sua, deve districarsi da una posizione quantomeno delicata, lui che La Rotella l’aveva fortemente voluta e che si era visto votare una mozione dalla maggioranza in Consiglio con l’impegno di privilegiare una scelta interna per all’amministrazione per ruoli, appunto, come quelli di segretario generale. A questa si deve aggiungere la mozione di sfiducia dei consiglieri grillini Vittorio Bertola e Chiara Appendino, che dovrebbe essere discussa oggi in Sala Rossa dopo la riunione.
«L’assessore Braccialarghe è convinto di poter fare quello che vuole, ignorando il parere opposto del Consiglio – afferma Bertola – per questo noi ribadiremo il nostro disaccordo. Anche perché la nomina di Angela La Rotella fa parte del mantenimento di quel sistema chiuso che da parecchi anni controlla la cultura torinese. Un doppio legame tra eventi e politica: da una parte i finanziamenti pubblici permettono le manifestazioni, che a loro volta diventano un fondamentale bacino elettorale ai soliti noti». Di una casta chiusa che mira al mantenimento di sé stessa si tratterebbe insomma secondo l’esponente penta stellato.
La conseguenza di tutto questo polverone? Una reazione forte dell’assessore alla Cultura dell’assessore, che è arrivato a minacciare le dimissioni se le intenzioni del Consiglio dovessero rinnovarsi.

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