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martedì, 21 Maggio 2024

Cartella Tassa Rifiuti 2018: scopri la differenza col 2017

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Carlo Savoldelli
Carlo Savoldelli
Carlo Savoldelli è un pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di collaboratori nato per proporre ai lettori di Nuova Società inchieste giornalistiche documentate. Del collettivo fanno parte giornalisti, studenti e professionisti per un giornalismo lento e approfondito.

Lo avevamo annunciato: la Giunta Comunale ha ridotto la possibilità di pagare a rate la tassa rifiuti per gli esercizi commerciali, passando da sei a tre dilazioni della cifra. (Leggi qui)
Un provvedimento che aveva preoccupato le associazioni di categoria, tanto che il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri, aveva denunciato il disinteresse del Comune nei confronti dei colpite dal provvedimento. «Chiediamo al Comune la convocazione del “tavolo Tari”: ancora una volta, infatti, siamo di fronte a un provvedimento assunto senza alcuna consultazione delle categorie interessate. Bisogna considerare le difficoltà delle categorie del commercio, ma anche gli stessi obiettivi del Comune. Il rischio è che la riduzione delle rate invece che razionalizzare e incrementare la riscossione della tassa, faccia aumentare a causa delle difficoltà dei contribuenti ritardi e more».
L’invito di Banchieri a convocare un tavolo di discussione però è rimasto disatteso e la riforma è entrata nel vivo e le lettere con importi e scadenze de pagamenti sono già state spedite e consegnate.
Diviene, così, chiaro che la prima rata delle attività produttive (cartelle che vanno dalle poche centinaia di euro alle decine di migliaia) scade il 20 marzo. Ma contrariamente agli anni passati, anzichè in sei rate, l’acconto si paga in tre rate, e tutte ravvicinate. Tre rate a marzo, aprile e maggio, anziché sei tra marzo e settembre.
Una scelta che non solo contraddice la teoria per cui rate più numerose e di importo più piccolo favoriscono la diminuzione dei morosi, ma che contrasta anche con le parole che la sindaca Appendino ha sempre usato per parlare di una città in difficoltà, che va aiutata a rilanciarsi. Ora la città soffre come prima, ma con accanimento terapeutico!

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