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sabato, 18 Maggio 2024

Cancellieri-Ligresti: il Pd chiede chiarimenti, Pdl che Berlusconi venga riabilitato per Ruby

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Questa proprio non ci voleva: la tegola che è caduta sulla testa del governo Letta fa male. Tanto. Il caso Cancellieri-Ligresti è esploso e quell’intercettazione telefonica, quella promessa di aiuto da parte del ministro di Giustizia per Giulia, che dietro alle sbarre, dopo l’arresto per l’inchiesta Fonsai, non sta bene. O almeno così dieci. In effetti, dicono i medici che l’hanno visitata, ha perso molti chili, rifiuta il cibo e sta male. Incompatibilità con il carcere, è il termine esatto, come se ci fossero persone compatibili con la prigione.
L’intervento della Cancellieri però non c’entra nulla con la concessione dei domiciliari per la figlia di Salvatore Ligresti, assicurano dalla Procura di Torino, titolare del fascicolo: in carcere non poteva stare, perché la sua salute ne stava risentendo. Inoltre aveva anche deciso di patteggiare.
Ma queste parole non calmano le acque. Il Partito Democratico ha chiesto spiegazioni, vuole che si faccia chiarezza. Quindi che riferisca in Parlamento. Anche perché gli italiani non hanno certo dimenticato gli aiutini da casa. Brucia ancora, infatti, la vicenda Ruby e la telefonata dell’allora premier Silvio Berlusconi alla questura di Milano che chiede di rilasciare la giovane marocchina perché nipote del presidente egiziano Mubarak. Pena un incidente diplomatico di grosso dimensioni. Il finale, almeno quello giudiziario di primo grado, è per il Cavaliere di una condanna per sette anni per prostituzione minorile e concussione.
Proprio a quella storia il Pdl fa riferimento probabilmente quando elargisce la sua solidarietà a Anna Maria Cancellieri. La pitonessa Daniela Santanché va oltre: non nasconde che tra la storia di Ruby e quella di Giulia Ligresti ci sono delle analogie. «Rivolgo un appello – dice – al ministro Cancellieri a non dimettersi, ma ad essere coerente con se stessa e a inviare degli ispettori alla Procura di Milano per ripristinare la giustizia sul caso della telefonata di Berlusconi in questura: e conseguentemente ad adottare provvedimenti nei confronti dei pm e dei giudici che hanno indagato e condannato Silvio Berlusconi».
Chi parla di dimissioni invece è il Movimento Cinque Stelle, che ha presentato una mozione di sfiducia per il ministro «perché in Italia non devono essere detenuti di serie A e detenuti di serie B».
Una tegola, dicevamo, bella pesante, che oltre che far male sicuramente lascerà un cicatrice profonda sulla testa di governo che già di suo barcolla terribilmente.

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