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mercoledì, 29 Maggio 2024

Cambiamo noi la macchina

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Claudio Cerrato*

Ad un anno abbondante dall’insediamento della nuova Amministrazione pentastellata finalmente si mette mano al bilancio della Città, dopo tanti annunci susseguitesi a vuoto, con cifre ballerine e spesso fantasiose. Ora vi è un piano economico che ha individuato le cifre di riduzione della spesa corrente (il portafoglio del Comune) e di come compensarle con vendite straordinarie. In altre parole si prevede di vendere il box per continuare a mettere benzina nella macchina, ma facendo comunque sempre meno chilometri e meno spostamenti.

Ora non è ancora dato sapere se verranno chiusi asili nidi, sedi decentrate delle anagrafi o che non vengano proprio più riparate le buche e tagliata l’erba, ma qualcosa imporranno alla città. Essendo il decentramento parte della Città stessa mi sento in diritto e dovere di partecipare a questo sforzo immaginando e proponendo soluzioni per quanto mi compete.

La scelta più coraggiosa sarebbe proprio di cambiare la macchina, passare ad una che consumi meno e che sia più attenta all’ambiente, ossia cambiare la struttura stessa di costruzione del bilancio e della macchina comunale che deve utilizzarla. Da sempre sono sicuro che più la spesa pubblica è vicino al cittadino più è mirata ed oculata. L’esempio è il continuo contatto che abbiamo con i residenti nelle Circoscrizioni. Non si può sbagliare ad intervenire maggiormente da una parte che non da un’altra proprio perché i cittadini ci seguono costantemente e ci aiutano segnalandoci le urgenze e le necessità maggiori.

Partiamo da quelle che sono le competenze di base del Comune e di come sostenerle: le sedi decentrate delle anagrafi, ad esempio, o le manutenzioni del verde, dei giochi e del suolo pubblico.

Tre persone in organico attive per gli sportelli, una ogni trentamila abitanti forse non è sufficiente, dove il forse è ironico. Per essere più concreti: un euro e mezzo all’anno per abitante per la cura del verde è quello attualmente stanziato, non è sufficiente. Per la riparazione e la sostituzione dei giochi bimbi siamo ad appena trenta centesimi l’anno per abitante, e saliamo ad appena novanta centesimi per le buche nelle strade e per la manutenzione dei marciapiedi.

Ma il motore della macchina comunale di Torino sono i servizi scolastici ed il welfare nel suo complesso. Probabilmente non ci si aspetta dalla politica la rettifica degli stessi per aumentarne le prestazioni, ma bisogna cambiarne la concezione, passare ad un concetto ibrido, muoversi verso il welfare generativo. Pubblico e privato sociale devono fare sinergia, le imprese dovrebbero implementare la responsabilità sociale che le attribuisce la Costituzione ed insieme all’Ente Pubblico passare dall’assistenza alle opportunità, senza lasciare indietro nessuna persona, ma la persona deve essere al centro.

Tutto questo senza approfondire la situazione delle voci di bilancio relative allo sport, alla cultura, ai servizi sociali che le Circoscrizioni promuovono e seguono costantemente.

Per promuovere la cultura nelle periferie ed avvicinare più persone possibili quanto investe la Giunta Appendino tramite le Circoscrizioni?
Discutiamone, 50 centesimi all’anno in cultura sono troppi? Un euro per i disabili e uno per la prevenzione del disagio è eccessivo? Parliamone, ma facciamolo sul serio, perchè scrivere che si è dalla parte delle periferie in campagna elettorale è facile, ora bisogna dimostrarlo.

*presidente Circoscrizione IV

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