Dopo il pacco bomba alla sindaca di Torino Chiara Appendino e al consigliere di Circoscrizione 6 della Lega Alessandro Ciro Sciretti è stato d’allerta anche alla Nuvola della Lavazza. Una busta sospetta con all’interno della polvere è stata recapitata nella sede di via Bologna, nel quartiere Aurora, lo stesso in cui sorgeva l’Asilo occupato sgomberato due mesi fa.
Sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco del nucleo batteriologico, i Carabinieri, il 118 e gli agenti della Digos della Questura di Torino, ma il plico sarebbe differente da quello ricevuto dalla sindaca e dall’esponente leghista. Secondo quanto si apprende all’interno insieme a una polvere di cui non si conosce la natura ci sarebbe una lettera in lingua inglese e sarebbe stata spedita dal Belgio. Altre differenze: come mittente non sarebbe indicata la scuola Diaz di Genova come le precedenti, mentre nella lettera si parlerebbe di un ricatto, ovvero una richiesta di denaro all’azienda, minacciando altrimenti di inquinare il caffè.
Alcuni dipendenti hanno accusato dei disturbi alle vie respiratorie e sono stati messi in isolamento per precauzione.
La Lavazza è comunque tra gli obiettivi dei gruppi anarchici anche se, come detto, per il momento gli inquirenti non sono convinti che ci siano dei collegamenti con questo gesto. Mentre missive simili sono arrivate ad altre aziende torinesi nei giorni scorsi.