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sabato, 25 Maggio 2024

Boom del turismo in Piemonte: aumenta quello straniero

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di Moreno d’Angelo

«Il terrorismo può favorire il turismo piemontese». La frase shock dell’assessore regionale piemontese al Turismo e alla Cultura Antonella Parigi ha lasciato a bocca aperta i tanti presenti alla conferenza sul momento d’oro del turismo a Torino e in Piemonte.
A capire che l’uscita sia stata poco fortunata è lo stesso assessore che, subito dopo, ha cercato di spiegate e che la sua frase non doveva essere mal interpretata, da non strumentalizzare. In sostanza la Parigi voleva solo evidenziare, con quelle parole, come il clima di terrore stesse incidendo sui flussi turistici. Favorendo o dannengiando, secondo i casi, i vari territori.
Con lei, al Circolo dei Lettori, c’erano il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino e il sindaco di Torino Piero Fassino. Presente in sala anche l’assessore alla Cultura del capoluogo Maurizio Braccialarghe.L’occasione è il bilancio dell’anno turistico 2015.
I dati dell’osservatorio turistico regionale che confermano come Torino sia ormai consacrata a pieno titolo come meta del turismo nazionale e internazionale insieme a diverse altre località.
«E’ un momento felice del turismo piemontese» ha spiegato Parigi, non nascondendo una punta di orgoglio. A poi aggiunto che gli i dati sarebbero potuti essere ancora migliori se le condizioni climatiche fossero state meno avverse specie in montagna. Oltre al boom di turisti spagnoli, tedeschi e britannici sono sempre più numerosi i turisti russi, cinesi, statunitensi, che scoprono le bellezze dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia delle nostre valli. In tutte le province piemontesi si registrano forti incrementi di arrivi che salgono del 5,7% rispetto al 2014, per un totale di arrivi di 4.700mila persone, mentre i pernottamenti sono stati 13 milioni e 680mila (+4,8%). Si tratta di percentuali superiori a quanto registrato in tutta Italia.
In questo trend un contributo significativo è legato al turismo estero, salito fino al 40% del totale, con un milione 884 mila presenze (+19,4%). Tra gli stranieri che visitano il Piemonte al primo posto si confermano i tedeschi (362mila +9,1%), con una permanenza media di 3,8 giorni. Un dato che la dice sull’appeal della variegata offerta del turismo piemontese. Dopo i tedeschi vi sono i francesi (318mila presenze) e i britannici saliti a quota 168mila con un incremento di ben il 34,1%.
Significativi anche i 104mila arrivi dagli Stati Uniti (+31,2%). Ma il vero record negli arrivi in Piemonte del 2015 è quello dei turisti spagnoli che sono quasi raddoppiati (+96,2%), toccando quota 58mila. Quasi quanto i 59mila russi (+35,9%). Di rilievo infine i 23mila turisti dalla Cina (+22,1%). Quote che l’attenzione al turismo organizzato e nuovi investimenti potrebbero far crescere notevolmente.
Il sindaco Piero Fassino ha ricordato come anche in questa Pasqua la nostra città ha registrato ottimi riscontri sul fronte turistico con un boom di prenotazioni che ha coinvolto anche il privato.
Un dato che si affianca ai frequenti “sold out” registrati negli alberghi. «Il turismo è una componente strutturale nella economia della città e nel 2015 è stata la quinta meta italiana, dopo Venezia, Firenze, Roma e Milano» ha aggiunto il sindaco, evidenziando come tra i tanti fattori che contribuiscono al successo turistico della città (dopo il patrimonio artistico, enogastronomico, le tante iniziative culturali e il turismo religioso) vi sia anche il suo riconoscimento come autorevole sede congressuale. In tal senso ha ricordato come la città abbia ospitato il congresso mondiale delle camere di commercio, degli architetti, il forum dello sviluppo locale e tante altre iniziative. «Una scelta legata a un’offerta culturale larga e plurale che copre più segmenti» è il commento di Fassino ha precisato come la media dei pernottamenti di due tre giorni confermi che il turismo torinese non sia “mordi e fuggi”.
“Ho scoperto una città che non immaginavo” è la frase tipica che si sente spesso da chi arriva per la prima volta sotto la Mole. «Per tanti italiani si tratta ancora di una meta da scoprire e questo è un fatto che -precisa Fassino- offre enormi margini di crescita». Per questo risulta fondamentale i fattore accessibilità alla città. Un elemento confermato dai 4 milioni di passeggeri previsti nel 2016 presso lo scalo di Caselle che ora si avvarrà di nuovi collegamenti con Atene e Berlino.
Per il sindaco due sono le scommesse la Torino meta turistica del il futuro : inserire la città nei grandi circuiti del turismo organizzato e alzare la strategia promozionale.
Tra tante note positive si riscontra una quota del turismo organizzato verso il Piemonte ancora bassa. Gran parte dei turisti arriva per scelta individuale. Tuttavia vi sono segnali incoraggianti come il fatto che nel 2015 il tour operator Francorosso abbia inserito Torino tra le mete proposte nel suo catalogo rivolto ai cinesi.
«Sono lontani i tempi in cui vi erano le auto in Piazza San Carlo e il tram 18 sfiorava i musi del museo Egizio» il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino parla con ottimismo di quando si sta registrando sull’arco alpino piemontese: «La montagna si afferma non solo per lo sci ma anche come meta del turismo naturalistico e su questo occorre investire».
Tra le tante note positive l’Assessore Antonella Parigi ha rilevato come Torino e gli altri centri del Piemonte siano ancora poco collegati nei percorsi turistici sottolineando gli sforzi che si stanno compiendo sul lato promozione e comunicazione per coinvolgere il flusso del turismo organizzato. L’assessora ha inoltre minimizzato l’influsso di Expo sui successi turistici del Piemonte.
Ne è passato di tempo dalle Olimpiadi del 2006 ma si può affermare oggi che con i dati del 2015 Torino si sia ormai consacrata come destinazione turistica del turismo internazionale e nazionale. Per investire su questo settore occorre avere un quadro preciso analitico del fenomeno turistico.
Per questo è stato di supporto un nuovo strumento rappresentato dal progetto Smart Tourism sviluppato da Vodafone Italia. Un applicazione che consente di analizzare dettagliatamente i flussi turistici con una precisione incredibile descrivendo le mete scelte, per quanto tempo, dove si spostano e attraversi quali percorsi e quali zone attraversano i turisti che raggiungono il Piemonte.
Una scelta che la dice lunga sulla volontà del Piemonte di credere e investire sul turismo.

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