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martedì, 21 Maggio 2024

Beppe Navello (Teatro Europeo e innovazione): “Un 2017 carico di novità e collaborazioni,ma a costi crescenti”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Paolo Pazzi

A Beppe Navello, regista teatrale direttore della Fondazione Teatro Piemonte Europa, abbiamo posto alcune domande. In attesa del grande spettacolo che il 30 giugno porterà in scena a Venaria Reale un grande spettacolo per festeggiare il decennale dell’apertura della Reggia.

Come nasce il TPE?

Nasce nel 2007 dall’esperienza di teatro europeo e innovazione, che ritengo un autentico patrimonio di esperienza e di amplissimo respiro.

Dappertutto in Torino abbiamo notato una campagna pubblicitaria di “Teatro a Corte” quanto mai e accattivante, in attesa del grande spettacolo del 30 giugno a Venaria Reale, per festeggiare il decennale dell’apertura della Reggia

Si. “Teatro a Corte” è stato fonte di grande soddisfazione che ci ha regalato una enorme visibilità certo non solo per i cartelloni pubblicitari ammiccanti ma per le diverse iniziative e le compagnie anche straniere che anche quest’anno saranno ospitate nella prestigiose residenze sabaude.

In questi anni avete sviluppato ampie collaborazioni?

Il Tpe è conosciuto e riconosciuto come una fucina di produzioni culturali di altissimo valore culturale. Nelle sue attività sono continue le interazioni con diverse e significative esperienze internazionali come quelle francesi e polacche. Iniziative che hanno avuto anche il merito di valorizzare e portare alla ribalta del grande pubblico diversi giovani artisti.

Si parla di teatro in crisi ma quali sono i vostri riscontri?

Registriamo l’87% di copertura media di sala e contiamo ben 2000 abbonati. Numeri importanti nell’attuale panorama teatrale. Si tratta di risultati che confermano il nostro buon operato su cui pesano gli sviluppi di quanto successo nel 2015. Anno in cui abbiamo ottenuto il riconoscimento di Teatro di Interesse Nazionale, riuscendo ad essere inclusi tra i primi 19 teatri della nostra nazione.

Quale sono le iniziative in programma per la prossima stagione?

Sarà un anno ricco di nostre produzioni e novità. Ci sarà un nuovo lavoro di Alberto Gozzi incentrato sui costumi della società italiana nel 900, inoltre avremo in programma “l’ospite inatteso”. uno dei racconti meno conosciuti della grande scrittrice di gialli Agatha Christie, portato in scena da Andrea Borini. Sarà infine in cartellone il grande Jerome Tomà, esponente del Noveau Cirque. Il suo spettacolo sarà in scena nella magica Reggia di Venaria ed in un prestigioso castello della Loyra.

Non siete preoccupati per i tagli sulla cultura che possono incidere anche su iniziative così prestigiose?

Certo, siamo preoccupati e non poco. Anche perché ci sembra inconfutabile che su questo terreno emerga una grande incertezza sia a livello locale che nazionale. Su questi tagli contano i dati e in tal senso basta rilevare come, dal 2007 ad oggi, i contributi siano diminuiti in maniera consistente (anche del 50%). Un fatto drammatico se messo in confronto con i continui aumenti di spesa, davvero molto pesanti, con cui dobbiamo fare i conti.

Mi preme inoltre evidenziare, esempio unico e assolutamente italiano, la straordinaria rigidità dei costi legati agli interventi di adeguamento per la sicurezza e ai vincoli per le annesse normative. Un fatto davvero per noi molto penalizzante rispetto a quanto si registra nel resto d’Europa. Per esempio in materia di capienza dei teatri nel resto d’Europa sono applicate normative molto più tolleranti al punto da non incidere in maniera così massiccia sui costi e sui mancati introiti.

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