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lunedì, 20 Maggio 2024

Assessore Unia: “Le circoscrizioni hanno scelto di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per il taglio dell’erba”. Carretta (Pd): “E’ una bugia”. I presidenti: “Sul bilancio decide la giunta”

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di Andrea Doi

Qualcosa non torna. È quello che hanno pensato in molti dopo aver letto un’intervista all’assessore all’Ambiente Alberto Unia sul principale quotidiano torinese. Argomento è la polemica sui tagli dell’erba in città, che mesi fa aveva scatenato la protesta degli abitanti. In molte zone infatti l’operazione di sfalcio, come assicura nell’intervista Unia, sarà completata entro la fine di ottobre. Poi l’assessore spiega che ci sono stati ritardi per problemi tecnici e che il bando degli sfalci è partito con un mese di ritardo.
Fin qui “normali scuse” da politico. Ma il passaggio dell’intervista che non torna, come dicevamo all’inizio, è quando Alberto Unia sostiene che sono state le circoscrizioni a scegliere di «utilizzare gli oneri di urbanizzazione per pagare le ditte appaltatrici» e questo ha «causato un ulteriore ritardo nei tempi del taglio dell’erba».
L’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti è stato votato dalla maggioranza, una decisione della giunta Appendino approvata da tutti i suoi consiglieri pentastellati, di cui allora era a capo Unia, prima di sostituire l’assessora Stefania Giannuzzi. A ricordarlo è il consigliere comunale Mimmo Carretta del Partito Democratico, il quale si domanda retoricamente: «Può un assessore dopo aver votato e sostenuto da capogruppo in città la mozione che prevede l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente scaricare tutto sulle circoscrizioni?». E domanda ancora Carretta: «Può un assessore della Città di Torino, parlando dei ritardi nei tagli dell’erba, frutto di una loro scelta scellerata, mentire con tanta superficialità e arroganza?».
Si risponde l’esponente Dem: «Ebbene si, può – e aggiunge – non ho parole, ma per fortuna il vocabolario ci viene in soccorso. Bugia, o se volete falsità, falso, mendacio, menzogna, balla, bubbola, fandonia, fanfaluca, favola, fola, frottola, invenzione, panzana, storia… scegliete voi».
Sulla vicenda era già intervenuto il presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato che lo scorso maggio (LEGGI QUI) aveva replicato al post su Facebook in cui la sindaca Appendino annunciava l’avvio degli sfalcio, precisando come « il ritardo di questi ultimi giorni nella partenza è da imputarsi alla scelta di finanziarla con gli oneri di urbanizzazione che come ben sai devono essere incassati e poi anche destinati». Mentre attraverso un articolo sul nostro quotidiano (LEGGI QUI) il presidente della Circoscrizione 5 Marco Novello replicava alla consigliera Deborah Montalbano (Leggi QUI), il 20 giugno, precisando come «lo sfalcio del verde orizzontale di competenza della Circoscrizione 5 è partito da pochi giorni per una serie di fattori tecnici e burocratici: ma la ragione principale, e la Consigliera Montalbano lo sa bene, come in tutta la città, risale alla scelta dell’amministrazione comunale centrale di finanziare l’attività manutentiva con gli oneri di urbanizzazione che al momento dell’assegnazione dei lavori non erano disponibili».
E subito dopo l’intervista all’assessore Unia gli otto presidenti di Circoscrizione hanno replicato con un comunicato unitario precisando come «le scelte in materia di bilancio sono materia della Giunta Comunale e del Consiglio. La decisione di subordinare le risorse del verde agli oneri di urbanizzazione è stata più volte denunciata dai Presidenti stessi, perché foriera di ritardi e di grandi problemi amministrativi. Tecnici e Revisori dei Conti hanno evidenziato i rischi che sarebbero derivati da tale impostazione, senza contare che la Corte dei Conti da sempre osteggia queste scelte di bilancio. Abbiamo da subito espresso, nel corso delle riunioni inerenti il Bilancio e la gara per la manutenzione del verde, preoccupazione per un escamotage non condivisibile e non responsabile, che ha legato una spesa fissa e temporalmente scadenzata ad entrate non certe e in continua evoluzione, non compatibili dunque con la necessità di incaricare e pagare le ditte. La dichiarazione dell’assessore Unia non ha alcun fondamento di verità e prova a scaricare su altri una responsabilità che è solo dell’amministrazione».

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