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giovedì, 30 Maggio 2024

Assessore Lapietra: “Il nostro intervento è stato efficace, ma servono risorse per pulire il Po”

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di Bernardo Basilici Menini

La questione delle alghe nel Po continua ancor a far parlare di sé ed entra nell’agenda della Sala Rossa. Nella seduta del Consiglio comunale di oggi il tema è stato ampiamente discusso, a partire dall’intervento di Maria Lapietra, assessore ai Trasporti della giunta Appendino con delega alla gesrtione delle acque. Secondo l’assessore il problema, per come si era posto in un primo tempo, era stato risolto attraverso l’intervento dei tecnici del settore Ambiente, dopo che il myrophilyum aquaticum, la famosa alga infestante, era stata inserita nell’elenco delle sostanze che non possono essere detenute. Ad agosto, poi, si è proceduto con l’eradicazione manuale, in accordo con Ipla, Arpa, Regione Piemonte e Città Metropolitana, dato che non sarebbero stati consentiti interventi attraverso antiparassitari o mezzi meccanici. Secondo Lapietra, inoltre, gran parte del problema sarebbe dato dal ristagno delle acque del fiume, che agevolerebbe la presenza di alghe. Per questo il prossimo 6 settembre il Comune ha organizzato un incontro con i vari enti per progettare interventi mirati a riportare il fiume al suo corso regolare.

L’intervento dell’assessore non ha convinto i partiti di opposizione, che hanno dato battaglia. Fabrizio Ricca attacca: «Era stato dichiarato che l’intervento era stato efficace ma che serviva ora l’intervento di una ditta specializzata, intervento i cui costi stimati antecedentemente dovevano essere di 40.000 euro. Avete preferito cercare titoli sui giornali e like su Facebook, ma ora se quell’intervento costasse anche solo un euro in più e non metterete quei soldi di tasca vostra invece di farli spendere ai cittadini siamo pronti a presentare un esposto alla Corte dei Conti».

Secondo Osvaldo Napoli, di Forza Italia «Lascia perplessi la leggerezza nell’andare a fare interventi sul fiume da parte di amministratori e privati cittadini, senza alcuna forma di copertura amministrativa, legale e assicurativa»

Anche il Pd si schiera contro la giunta Appendino. Claudio Lubatti sostiene come «Il settore “ponti e vie d’acqua” non ha competenze per affrontare temi del genere, che appartengono all’assessorato all’ambiente. Inoltre per l’iniziativa dell’11 agosto il Comune di Torino si è avvalso di dipendenti che non è chiaro se siano stati pagati o se abbiano operato a titolo volontario. L’intervento era di per sé difficile, e un intervento tecnico a mio parere non andrebbe improvvisato. Denoto pertanto che non vi è stato un salto di qualità tra l’interventismo militante e il ruolo amministrativo».

Francesco Tresso, della Lista Civica Fassino Sindaco, intervenuto sull’argomento, dichiara di «Aver avuto l’impressione che dal punto di vista tecnico l’intervento sia stato sottostimato. Sono intervenuti tutti gli enti che ne hanno competenza ma bisogna considerare che, in periodo di magra e con l’installazione del sopralzo della traversa Michelotti, sarebbe stato necessario intervenire su un’area decisamente più vasta. Si spera che con la riunione del 6 settembre si prospetti un quadro più chiaro della situazione».

Al termine degli interventi la replica del Movimento 5 Stelle. «Il 25 luglio scorso una lettera della Regione Piemonte chiedeva di procedere rapidamente all’eradicazione delle piante – afferma Federico Mesio, consigliere grillino- L’operazione è stata effettuata con l’assistenza di ben cinque enti: Ipla, Arpa, Enea, Servizio fitosanitario della Regione Piemonte e Regione Piemonte. L’intervento era necessario ed è risultato, al momento, efficace era efficace». La stessa assessora Lapietra ha parlato ancora della necessità di reperire risorse per intervenire sul Po, sottolineando come i volontari che hanno preso parte all’intervento di eradicazione non abbiano corso nessun pericolo, non operando dalle barche sul fiume ma dalle sponde del Po, sotto osservazione di Amiat e Protezione Civile.

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