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martedì, 22 Settembre 2020

Approvato il Piano di rientro. Appendino: “Scelta obbligata”. Versaci: “Ci prendiamo nostre responsabilità”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Sono bastati 23 voti favorevoli perchè il consiglio comunale approvasse, al termine di una seduta molto tesa, il Piano finanziario di riequilibrio per la Città di Torino, votando la delibera a firma della sindaca Appendino e dell’assessore al Bilancio Sergio Rolando.
«Abbiamo solo due scelte: o presentiamo un piano di interventi che abbiamo avuto pochissimo tempo per preparare, o andare al pre-dissesto» ha spiegato la sindaca nel suo intervento durante il dibattito precendete al voto. «Questo è oggettivamente un atto fondamentale della Città. Anche io non sono felice di questa delibera, anche io vorrei parlare di investimenti. Ma non possiamo più immaginare di rimanere nello squilibrio. Scelta obbligata dunque, ridisegnare i servizi, cosa molto complessa» ha proseguito Appendino aggiungendo che mentre «la porta sarà sempre aperta a chi vorrà discuterne, invito le minoranze a riflettere su cosa significa non votare questo atto perché questo significa scegliere il pre-dissesto. Ringrazio la maggioranza perché so quanto è stato e sarà difficile nei prossimi mesi. Il nostro sforzo sarà sempre di tutelare le fasce più deboli, cosa che la scelta del pre-dissesto non ci avrebbe permesso».
Infatti, le minoranze hanno espresso il loro disaccordo con la delibera e l’intenzione di non votarla. «Non parteciperemo al voto di questo pacchetto di delibere perché non condividiamo il metodo seguito» ha precisato Lo Russo, capogruppo del Pd. «La Corte dei Conti chiedeva di individuare misure strutturali che nel piano però non traducono in termini economici efficacia e efficienza delle misure. Appendino illustrando il piano ha detto che una delle misure del comparto istruzione parla di riorganizzazione del servizio senza spiegare che cosa si intende fare a differenza, per esempio, di quanto fatto per potenziare la riscossione, mentre aggira i nodi politici veri come Gtt» ha concluso Lorusso.
Mentre il capogruppo Tresso è tornato sulla questione Ream: «E’ imbarazzante valutare e votare un piano di mere intenzioni, nel segno di una politica recessiva fatta di interventi generici che non individuano priorità e linee di indirizzo per ogni assessorato, né livelli minimi di qualità dei servizi che, come asili e scuole materne, potrebbero essere esternalizzati nel nome della riduzione dei costi. Imputare al 2018 il debito con Ream è un atto di incoscienza e di arroganza».
Alberto Morano ha ricordato invece il parere dei revisori secondo cui non è possibile valutare l’efficacia reale del piano, anche per l’assenza di un piano industriale per il salvataggio di GTT e Infra.To, definendo invece il contenuto della delibera un «maquillage fraudolento».
Prima del voto ha voluto prendere la parola anche il presidente del consiglio Fabio Versaci: «Questa delibera segnerà la storia di questa città. Mai avrei immaginato di trovarmi a chiedere sacrifici ai torinesi che ne fanno già tanti, ma è la Corte dei Conti che parla di squilibri strutturali. Oggi non si tratta del Movimento 5 stelle ma della Città. Lavoriamo senza cadere sempre nella diatriba politica. Con questo piano non faremo cadere la Città nel baratro. Con questo voto rinnovo la mia fiducia alla Sindaca e alla Giunta».
Come detto la delibera è stata approvata con 23 voti favorevoli che prevede in particolare una riduzione delle spese correnti e dell’anticipo di tesoreria, un aumento delle riscossione delle entrate, dismissioni immobiliari e rivisitazione delle partecipate e lo stop a nuovi mutui per i prossimi anni.

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