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mercoledì, 22 Maggio 2024

Al teatro Gobetti il debutto del Cyrano di Bergerac

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di Mara Martellotta
Ha debuttato il 21 ottobre scorso con successo al teatro Gobetti di Torino il “Cyrano de Bergerac”, composto da Edmond Rostand, nella traduzione e adattamento di Jurij Ferrini, che è anche regista della pièce, oltre che interprete, accanto a Ilenia Maccarrone, Raffaele Musella, Fabrizio Careddu e Lorenzo Bartoli. La pièce è promossa dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino.
Accade qualche volta che il destino di un paese trasformi un elemento della propria cultura in una figura quasi mitologica e che questa, nel tempo, diventi un segno inalienabile dell’identità di una nazione. Così avviene nell’ultimo ventennio del XIX secolo e precisamente verso la fine del 1897, quando una incantevole rivisitazione neoromantica dell’antica fiaba de La Bella e la bestia, si incarna, tra eroismo individuale e vocazione al sacrificio, nelle imprese di un poeta, soldato, innamorato ed idealista, scorticato dalla vita, con un naso brutto e grosso: Cyrano de Bergerac.  Proprio nel 1897 Edmond Rostand scrisse la sua commedia brillante in cinque anni dal titolo “Cyrano de Bergerac”, ispirata alla vita di  Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più  estrosi scrittori del Seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica. Il Cyrano fu rappresentato per la prima volta nello stesso 1897 a Parigi al Theȃtre de la Porte Saint Martin con protagonista il celebre attore Coquelin, proprio colui che aveva commissionato a Rostand la pièce, che ottenne uno straordinario successo in ben 410 repliche. Fu considerato uno dei più fortunati esempi di drammi post romantici francesi, tanto che Rostand fu insignito della Legion d’Onore e eletto membro dell’Academie Française.
«Attraverso Cyrano, – scrive Jurij Ferrini – Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del figlio Maurice “ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914”. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno romantico al valore».
Nella sua carriera di attore e regista Jurij Ferrini ha saputo destreggiarsi tra autori classici e moderni, spogliando puntualmente degli orpelli ogni messinscena, per restituire i testi nelle loro scarna e pungente nudità. La sua cifra stilistica gioca su una recitazione cinematografica, agile ma incisiva mentre, sotto la sua attenta direzione, gli interpreti si muovono all’interno di spazi popolati da pochi elementi scenografici insieme funzionali e simbolici.
 

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