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venerdì, 21 Giugno 2024

Addetti alle pulizie degli ospedali, consiglieri M5S chiedono apertura di un tavolo di confronto

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di Bernardo Basilici Menini

La vicenda dei lavoratori nel settore delle pulizia negli ospedali di Torino arriva nelle fila della maggioranza della Sala Rossa. I consiglieri M5S Andrea Russi e Deborah Montalbano hanno infatti presentato oggi, nella riunione delle commissioni Lavoro e Sanità, un indirizzo che impegna sindaca e giunta ad attivarsi «per istituire un tavolo di confronto tra il Comune di Torino, la Regione Piemonte, l’ASL TO1, la Città della Salute, le rappresentanze dei lavoratori e l’Azienda Dussmann, al fine di trovare un accordo per garantire gli stessi standard del servizio di pulizie e la giusta retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici».

Il tutto dopo che il nuovo appalto aveva portato a una riduzione degli orari di lavoro e degli stipendi dei dipendenti, a cui erano seguite una serie di iniziative di protesta. Inizialmente l’azienda aveva posticipato l’entrata in vigore del nuovo contratto, che avevano fermato solo temporaneamente gli scioperi dei lavoratori.

Sul tema è intervenuta la presidente della commissione Sanità Deborah Montalbano: «Tra i circa 700 lavoratori operanti nei servizi di igiene e sanificazione degli ospedali di Torino, vi sono molti casi di famiglie monoreddito, che sopravvivono con redditi al di sotto degli 8000 euro annui: per queste famiglie diventa impossibile continuare ad avere una vita dignitosa e, con ogni probabilità, la situazione di disagio sociale a cui saranno esposte troverà la sua espressione nell’accesso al sistema del welfare della Città di Torino».

«Come si può pensare di ottenere gli stessi standard di pulizia con il 33% delle ore lavorative in meno – dichiara il presidente della commissione Lavoro maggioranza Andrea Russi – Attraverso questo atto di indirizzo, che auspichiamo venga sottoscritto anche dalle minoranze, vogliamo sostenere i lavoratori e le lavoratrici delle pulizie della Città della Salute e dell’ASL TO 1 vittime dell’ennesimo appalto al ribasso che non rispetta i diritti dei lavoratori».

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