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martedì, 28 Giugno 2022

Accademia dei folli. Con Re Lear affronta l’atavico contrasto tra genitori  e figli

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Shakespeare is Shakespeare. Con l’impegnativo e affascinate Re Lear si sono cimentati al Bunker gli allievi della scuola di teatro, guidata dall’attore docente Gianluca Gambino.  Una ripresa importante dopo un periodo in cui il Covid ha di fatto fermato ogni programmazione.
La pièce è stata molto apprezzata dal pubblico con lunghi applausi, mentre gli attori si sono scatenati in un ballo liberatorio. Lo stesso Gambino non ha nascosto la sua soddisfazione per la prova superata dai suoi aspiranti attori accomunati dalla passione per il teatro. Da segnalare la scelta di alcuni originali accompagnamenti musicali con brani classici del rock (Nirvana) rivisitati in chiave classica ed un finale con i Deep Purple. L’estratto della famosa opera ha esaltato quell’eterna commedia umana legata ai rapporti genitori figli, al potere e alla vecchiaia.
Ancor oggi, in tempi in cui non si vedono più carrozze regali, a parte quella della straordinaria Queen Elizabeth, non si placano ad ogni latitudine le Dynasty e le lotte di successione familiari senza esclusione di colpi. 
“Fino a che punto è giusto che un figlio segua i genitori e quali sono le conseguenze della disobbedienza?”
E’ l’interrogativo sollevato da Gambino, nella sua presentazione al pubblico, sottolineando come il discorso teatrale si sia volutamente concentrato su questo punto chiave che nel testo assume risvolti drammatici oltre ogni limite. Ammettendo infine che non avrebbe mai pensato di mettere in scena re Lear data la sua complessità e di essere felice di esserci riuscito con questa compagnia.
Dopo la breve pausa estiva ci si rimetterà in moto con nuovi programmi già in fase di studio. 
La macchina del teatro non si ferma e per questo è essenziale l’entusiasmo e la tenacia di docenti e allievi come quelli in scena all’Accademia dei Folli. Un’esperienza che andrebbe estesa e fatta conoscere maggiormente nelle scuole. Un fatto importante per ampliare il bacino di utenza di un’arte che meriterebbe un pubblico molto più ampio. 

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