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sabato, 24 Ottobre 2020

A Torino nulla è impossibile

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società.

Traccia: “Descrivi ciò che è possibile nella tua città”

Svolgimento:

“Nella mia città, Torino, nulla è impossibile.

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Ad esempio, è possibile che i mezzi, quelli del trasporto pubblico della Gtt, vadano improvvisamente in fiamme. Ma non una, e neanche due volte: ma tre, quattro, cinque…

A Torino è possibile comprare il biglietto direttamente sul tram o sull’autobus senza pagare di più, ma scoprire che quel biglietto è valido solo fino a fine corsa e non più 90 minuti.

A Torino è possibile far arrabbiare i commercianti: ma non uno, tutti quanti. Basta mettere a pagamento l’ingresso in centro e farlo proprio mentre molti negozi stanno chiudendo a causa della crisi.

A Torino nulla è impossibile.

Ad esempio è possibile che l’assessore al Commercio, che dovrebbe essere vicino a chi commercia, sia felice e soddisfatto per l’ingresso a pagamento contestato dai commercianti.

A Torino è possibile chiamare il progetto “Torino centro aperto” e far pagare per entrare.

A Torino è possibile modificare un regolamento dehor su richiesta dei ristoratori e scontentarli in tutto e per tutto.

A Torino nulla è impossibile.

Infatti è possibile che un assessore, quello più di sinistra degli altri, ami così tanto la grande distribuzione da firmare delibere per favorire la nascita di altri grandi centri commerciali. Non uno, ma due, tre e altri ancora.

A Torino è possibile che in due anni e mezzo la sindaca venga indagata per ben due volte.

A Torino è possibile che il capo di gabinetto della sindaca venga indagato ben tre volte.

A Torino è possibile che il capo ufficio stampa e portavoce sempre della sindaca venga indagato sempre tre volte.

A Torino è possibile che pure un assessore sia indagato.

A Torino nulla è impossibile.

Addirittura potrebbe essere possibile che la sindaca venisse ricattata…dal suo stesso portavoce.

A Torino è possibile che i pulmini che dovevano accompagnare i bambini disabili a scuola non lo facevano

A Torino è possibile che si organizzi la visione di una finale di calcio in una piazza e si finisca con ritrovarsi con oltre 1500 feriti e due morti.

A Torino nulla è impossibile.

Ad esempio è possibile entrare nella rotonda di piazza Baldissera e non sapere quando se ne uscirà.

A Torino è possibile che la polizia municipale sia costretta a lavorare con scarpe rotte e divise logore. Ed è possibile che gli stessi agenti della polizia municipale siano costretti ad aumentare il numero di multe per pagare le spese correnti dell’amministrazione. Facendo arrabbiare i torinesi, ma non uno, neppure due…tanti.

A Torino è possibile che non si sappia più nulla del centro congressi internazionale che doveva nascere. Cioè, ma proprio più nulla.

A Torino è possibile che la colpa dell’inquinamento sia solo degli Euro 4 e poi pure Euro 5. Insomma è colpa dell’Euro a prescindere.

A Torino è possibile dichiarare che le tasse locali siano già al massimo delle aliquote, annunciarlo con squilli di tromba e tre mesi dopo aumentare ancora Imu e Tari.

A Torino nulla è impossibile.

Anche presentare un dossier per candidarsi alla Olimpiadi invernali 2026 e allo stesso tempo far di tutto per perdere la candidatura.

A Torino è possibile fare code di ore, dopo mesi di attesa dalla prenotazione, all’anagrafe per una carta d’identità elettronica e allo stesso tempo dire che “Torino è la capitale dell’innovazione”.

A Torino è possibile che dopo mesi e mesi il signor Mario Rossi aspetti ancora il cambio di residenza. Mentre intanto si continua a dire che “Torino è la capitale dell’innovazione”.

A Torino è possibile farsi rubare tutti i grandi eventi da un’altra città e allo stesso tempo sostenere che il turismo è in crescita.

A Torino è possibile definire grande evento il mercatino di Natale di Bolzano.

A Torino nulla è impossibile.

Ad esempio è possibile credere che si possa mettere un freno alla malamovida solo vietando la vendita di alcoolici nelle ore serali.

A Torino è possibile che la maggioranza in consiglio comunale dopo oltre due anni dalla vittoria continui a dire che se le cose vanno male è colpa di chi c’era prima.

A Torino è possibile che la maggioranza festeggi un progetto che in realtà è stato fatto da chi c’era prima.

A Torino è possibile vincere le elezioni amministrative e diventare sindaci promettendo che le periferie saranno meno periferie.

A Torino è possibile che se ti fai vedere in periferia che non è diventata meno periferia ti pigli come minimo le pernacchie.

A Torino è possibile amministrare dicendo sempre “No”.

A Torino nulla è impossibile.

Ad esempio è possibile togliere i tradizionali fuochi d’artificio per la festa di San Giovanni e sostituirli con dei droni. E poi cercare di convincere tutti che era uno spettacolo “bellisssssimo”.

A Torino è possibile non mettere un debito nel bilancio così i conti tornano.

A Torino è possibile che poi i conti a qualcuno non tornano e ti arriva un’altra inchiesta.

A Torino nulla è impossibile.

Come è possibile nominare al Teatro Regio come nuovo sovrintendente uno che dove aveva svolto un precedente incarico non è che avesse lasciato un ricordo bellissimo, ma un enorme buco.

A Torino è possibile che una squadra di calcio vinca una partita e che la sindaca ricordi che qui nulla è impossibile…e che a qualcuno venga voglia di rispondere: “Vero, lei è sindaca”.

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