15 C
Torino
martedì, 4 Agosto 2020

Valle (Pd): “Centrosinistra e società civile, trovare nuove ragioni per l’incontro”

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...
L'opinione
L'opinione
Le opinioni di Nuova Società. Per dare un vostro contributo scritto, dire la vostra, scriveteci a redazione@nuovasocieta.it oppure al direttore a.doi@nuovasocieta.it


Uno spettro si aggira per Torino e i suoi salotti, quello dell’accordo che ormai quasi trent’anni fa portò l’allora PDS ad allearsi con parti importanti della società civile di estrazione liberale e repubblicana, eleggendo Valentino Castellani sindaco.
Un’alleanza vincente che è perdurata nei vent’anni successivi, sapendo allargarsi al centro e a sinistra.
Per un centrosinistra che vuole riconquistare la città dopo la fallimentare stagione grillina (e la ancora bruciante sconfitta del 2016), in un quadro di consenso nazionale stabile e senza candidati naturali, è facile sopperire alla mancanza di idee rifugiandosi in questo ricordo storico vincente e costruendo una analogia forzata. Alla ricerca, là fuori da qualche parte, di un salvatore della Patria.
Sono passati trent’anni e lo stato di salute tanto dei partiti (e del Partito), quanto dei corpi intermedi e delle organizzazioni della società civile è decisamente peggiorato: la crisi di rappresentatività ha colpito tutti duramente. Ma se questo potrebbe addirittura spingere a riproporre il modello che diede il via alla lunga stagione di governo del centrosinistra a Torino (anche se non sempre due debolezze fanno una forza), altre differenze vanno sottolineate.
Il PDS, forte di una base popolare nelle periferie della città, cercava un’alleanza con le élite cittadine che lo legittimasse e ne completasse l’ambizione di una coalizione davvero trasversale alle classi sociali, anche a costo di una rottura con un mostro sacro come Novelli. Una ambizione che oggi definiremmo maggioritaria.
Erano condizioni del tutto analoghe a quelle del centrodestra di oggi, che infatti si appresta ai medesimi ragionamenti.
Solo nel 2006, col secondo Chiamparino, il centrosinistra ha definitivamente superato queste difficoltà elettorali e politiche, riuscendo finalmente a imporsi anche nelle zone centrali e collinari.
Oggi il PD, che pure a Torino ha dato alle ultime regionali importanti segnali di ripresa, si ritrova ad avere nei quartieri centrali della Città il suo principale insediamento elettorale. Le élite della città, in maggioranza, votano stabilmente il Partito Democratico, ormai partito “di governo” per eccellenza.
Le condizioni e soprattutto le esigenze politiche del centrosinistra di oggi sono perciò completamente differenti da quelle di allora: occorre trovare la strada per recuperare la relazione con le periferie della Città.
Forse per vincere non è necessario ricostruire una relazione anche con l’altra parte della città, semplificando quella nord di corso Regina Margherita. Ma diventa fondamentale per vincere bene, dove “bene” non è (solo) questione di quantità del consenso, ma soprattutto questione di qualità. Non può vincere una città contro l’altra, anche se la prima volesse occuparsi paternalisticamente della seconda.
Occorre una proposta politica che parli a tutta la città, con l’ambizione di ricucirne lo strappo che la attraversa. Una sfida difficilissima, che rende quasi secondaria l’individuazione, dentro o fuori il perimetro dei partiti, del candidato giusto per interpretarla.

Daniele Valle
consigliere regionale Pd in Piemonte

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Prefettura e Regione fermano nuovi arrivi di migranti in Piemonte

Non ci saranno altri arrivi di migranti in Piemonte. È questo il risultato dell'esito dell'incontro in Prefettura tra il prefetto di Torino...

Concorso per dirigenti del Comune di Torino: candidati denunciano errori nella procedura

A seguito della pubblicazione da parte del nostro giornale dell’articolo sulla prima fase del concorso per dirigenti del Comune di Torino sono...

Coronavirus: Piemonte +15 positivi e nessun decesso

Sono 15 le nuove positività al Coronavirus registrate oggi in Piemonte. Sei sono asintomatiche. Tre dei casi sono importati. E' quanto si...

La guerra del retino. “Se non fermi tuo figlio hai meno neuroni del granchietto che ha messo nel secchiello”

“Vuoi insegnare a tuo figlio che non è normale e non è un gioco far morire in un secchiello un granchietto dopo...

Concorso per dirigenti Comune di Torino: su 700 candidati solo 36 passano. Polemiche in vista

Sono passati dieci anni dall’ultimo concorso per dirigenti bandito dal Comune di Torino, era infatti il 9 giugno 2010, concorso annullato dal...