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giovedì, 9 Aprile 2020

Val di Susa, espropriati i terreni per salvare la farfalla. Presidio No Tav

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Redazione
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In Valle di Susa sono incominciati gli esproprio temporanei dei terreni coinvolti nel nel progetto per la tutela della farfalla Zerynthia Polyxena, specie protetta presente nell’area interessata dall’espansione del cantiere del Tav della Torino-Lione.

Dalla società Telt spiegano che è prevista, da parte del Consorzio forestale Alta Valle Susa, la realizzazione di un corridoio ecologico – su progetto dell’Università di Torino – elaborato per la salvaguardia del lepidottero.

Le occupazioni temporanee riguardano terreni di 41 proprietari per un totale di 1,8 ettari. La procedura era stata avviata nel dicembre del 2019.

I decreti di esproprio sono stati alla presenza dei proprietari dei terreni. Le aree saranno consegnate al Consorzio per il proseguimento delle attività – già iniziate nelle zone di pertinenza dei Comuni – per la creazione del corridoio ecologico.

Intanto, davanti ai cancelli del cantiere dell’Alta Velocità si sono dati appuntamento una cinquantina di No Tav per un presidio.

«Siamo a Chiomonte – commentano i No Tav – contro gli espropri delle vigne e dei campi per costruire il treno ad alta voracità. Decine di poliziotti in assetto anti-sommossa pagati per difendere la devastazione della nostra terra. Il solito schifo in Val di Susa».

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