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giovedì, 28 Ottobre 2021

Vaccini: seconda dose saltata per molti piemontesi

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Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Mentre la Regione Piemonte cerca di accelerare sui richiami soprattutto per evitare il fuggi fuggi estivo i dati fotografono un fenomeno nuovi. In tanti, infatti, saltano l’appuntamento con il vaccino per la seconda dose. A incidere su questo fenomeno diversi fattori. Ad esempio, l’incertezza sul tipo di vaccino che verrà somministrato al richiamo. Ma non solo. A spingere a sottrarsi alla seconda dose anche il fatto che già con la prima inoculazione si è dotati di pass verde che consente di muoversi liberamente. Senza contare i casi in cui la data della seconda somministrazione non viene comunicata per tempo e quindi non si si può organizzare e i messaggi diffusi da parte di chi sostiene che una dose sia sufficiente.

Un problema in più per la regione, visto anche il fatto che già sono stati individuati 8 casi di variante Delta, la più resistente al vaccino per cui sono necessarie le due dosi, e che in altri Paese sta costringendo a un ritorno alle chiusure. 

A questo si aggiungono i dati di oltre 200 mila over 60 che ancora non si sono vaccinati, come migliaia di insegnanti e sanitari. C’è poi il mondo degli invisibili: senza fissa dimora e persone non iscritte al servizio sanitario nazionale presenti sul nostro territorio.

“I dati lo confermano – afferma il consigliere Regionale Daniele Valle – il Piemonte, undicesimo in Italia per prime dosi somministrate rispetto alla popolazione, sta scivolando progressivamente più in basso sui cicli completati: oggi siamo quindicesimi in Italia secondo i dati GIMBE”.

“Occorre che la Regione potenzi le iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, ma serve anche approntare quei correttivi organizzativi, a partire dall’applicativo, che possono rispondere più efficacemente alle esigenze della popolazione” conclude Valle.

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