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mercoledì, 22 Maggio 2024

Unioni Civili, un passo avanti su case popolari e funerali

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La battaglia per le Unioni Civili compie una piccola vittoria a Torino. Nei regolamenti sull’edilizia popolare e sui cimiteri da oggi le coppie di fatto sono considerate famiglie a tutti gli effetti. È il risultato dell’approvazione da parte del Consiglio Comunale di una delibera proposta dai consiglieri Michele Curto e Marco Grimaldi, di Sinistra Ecologia Libertà, e di Marta Levi, del Pd.
Le conseguenze? Ora i conviventi potranno prendere possesso di un alloggio dell’Atc anche se al momento dell’assegnazione non stavano ancora insieme. Non solo. Al momento della sepoltura, ci si potrà occupare del funerale del proprio compagno o della propria compagna, che potrà poi essere sepolto nella tomba di famiglia. In quest’ultimo caso riceverà il compito curarsi delle esequie chi sarà direttamente nominato dal defunto.
La parte della delibera relativa ai cimiteri è stata votata favorevolmente anche dall’opposizione, quella in cui si tratta la più spinosa questione case popolari no.
«È giusto che, in mancanza di politiche nazionali, la Città di Torino si occupi di diritti civili e faccia in modo che ognuno possa scegliere il suo amore e decidere per lui e per i suoi cari, anche defunti – commenta Grimaldi – Ancora una volta, Torino si dimostra la capitale dei diritti civili in Italia, abbattendo le barriere del pregiudizio, uscendo dalle barbarie omofobe con risposte civili e solidali. I conservatori, non volendo confrontarsi nel merito, ci dicono che non sono priorità. Peccato che in vent’anni il Parlamento li abbia ascoltati troppo e non abbia mai trovato un’ora di tempo per fare quello che il Consiglio comunale di Torino ha fatto più volte».
D’altra parte come di consueto Maurizio Marrone, capogruppo dei Fratelli d’Italia, non rinuncia alla polemica: «Mi chiedo, ma veramente la disciplina da regolamentare si rivolge alle persone sole? Non era più intellettualmente onesto affermare da subito che ci si rivolgeva alle coppie omosessuali? – dice – Questo poi, non è altro che un testo-manifesto, l’ennesima provocazione ideologica del centrosinistra utile solo per uscire sui giornali. Ma questa è materia per il Parlamento, fatevi eleggere e fate delle proposte di legge o fatele fare ai vostri parlamentari, ma non monopolizzate il tempo del Consiglio comunale, che è un organo amministrativo, solo per mettere bandierine ideologiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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