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lunedì, 15 Luglio 2024

Una proposta saggia per Renzi

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Mi rimane incomprensibile come l’intelligenza di cui indiscutibilmente è dotato Matteo Renzi possa essere affogata dal Renzi medesimo, da un mare melmoso composto di presunzioni, io ipertrofico, arroganza, spocchia che nei momenti più significativi emerge e lo avvolge dalla testa ai piedi fino a farlo soccombere.

L’analisi fatta dal segretario del Pd al forum di Repubblica sulla pericolosa, anzi drammatica situazione politica che l’Italia sta vivendo con gravi rischi per la stessa democrazia non può essere sottoscritta da tutti i cittadini che rifuggono dal qualunquismo e dal populismo e che credono invece nei valori sanciti dalla nostra Costituzione.

Il conseguente appello lanciato dallo stesso Renzi per l’unità di tutti coloro che non intendono rinunciare in prima persona a questa decisiva battaglia per salvaguardare il futuro nostro e delle nuove generazioni che si affacciano sui palcoscenico della vita non può che essere accolto.

Unire dunque in primo luogo tutte le forze politiche di centrosinistra e le varie sfumature che presentano superando ogni elemento che può costituire reali o strumentali motivi divisori.

È indubbio che la figura di Renzi, piaccia o no ai suoi fedelissimi, in questo decennio di vita del Partito Democratico si è caratterizzata come quella di colui che vuole comandare e che per aggiudicarsi tale ruolo non va troppo per il sottile.

Il modo come soffiò a Letta la presidenza del Consiglio è passato alla storia con la sua celebre battuta: “Stai sereno Enrico”.

La vita interna al Pd non può essere indicata come modello di democrazia e di partecipazione di tutte le anime del partito. Ciò non toglie che alle ultime primarie, indipendentemente dalle procedure seguite, Renzi ha stravinto.

Pero, “se vero è ciò che nessuno dubita” come dicevano i latini, un conto è essere scelto come segretario di un partito un conto è essere indicato come candidato alla carica di Capo del Governo. Tanto più di un esecutivo espresso da una coalizione.

Ma, fa sapere che è lo statuto del suo partito che sancisce questa regola. Ecco perché al forum di Repubblica ha detto perentoriamente “il candidato premier sono io, non possono esserci margini di discussione”.

Risulta chiaro che così agendo rimane difficile allargare il centrosinistra per far convergere tutte le forze che si ispirano idealmente a questo cartello. Dividendo si indebolisce il fronte favorendo automaticamente quello che si vuole combattere cioè il qualunquismo, Il populismo, Il razzismo di destra di Berlusconi e Salvini e quello circolare di Grillo con i suoi nuovi profeti Di Maio e Di Battista, entrambi discendenti da padri ancora oggi in camicia nera.

E qui chiudo appellandomi all’intelligenza di Renzi. Se le cose stanno così cosa aspetta ad essere lui a lanciare una proposta che unisca, indicando magari una rosa di nomi tra cui scegliere il candidato premier sul quale anche coloro che hanno lasciato il Pd, con il “campo progressista” di Pisapia, possano convergere per raccogliere il massimo del consenso degli elettori guardando soprattutto a quell’immensa platea di cittadini, restati delusi da ciò che sta accadendo, hanno deciso di disertare le urne.

Si tratta di restituire alla politica una credibilità, una dignità fermo restando che la politica non è di per se una cosa sporca. E stata sporcata da molti che l’hanno mal praticata. Ma questo è un altro discorso.

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