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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Inizia oggi il gioco a scacchi del Quirinale. Oggi pomeriggio inizieranno le operazioni di voto per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, del successore di Giorgio Napolitano, personalità che ha abitato, in via eccezionale, per nove anni al Colle.
L’elezione avverrà in seduta comune, con Camera e Senato congiunte. La prima votazione inizierà in Parlamento alle ore 15. Voteranno 1009 Grandi Elettori, cioè 630 deputati e 315 senatori, 6 senatori a vita e 58 rappresentanti delle Regioni (per ogni Regione parteciperanno i tre delegati eletti nelle scorse settimane dai Consigli regionali, la Valle d’Aosta avrà un solo rappresentante).
Le operazioni di voto per la presidenza della Repubblica avranno luogo a scrutinio segreto, a maggioranza qualificata per le prime tre votazioni. Il presidente potrà quindi essere eletto se verranno ottenuti voti pari ai due terzi dell’assemblea (672). Dopo il terzo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta, cioè il 50%+1 (505).
Lo scenario che si apre oggi non è, ora come ora, così chiaro. Realisticamente, se le intenzioni del Partito Democratico e di Forza Italia sono state ben interpretate, e se non compariranno sorprese e giochetti dell’ultima ora, il presidente della Repubblica verrà eletto nel weekend, quando cadrà il paletto della maggioranza qualificata e le sinfonie dei partiti dovrebbero esser diventate un poco più chiare.
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