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sabato, 19 Settembre 2020

Tagli e spostamento dei finanziamenti in conto capitale: ecco cosa è successo al Regio con la nuova Amministrazione

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Carlo Savoldelli
Carlo Savoldelli
Carlo Savoldelli è un pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di collaboratori nato per proporre ai lettori di Nuova Società inchieste giornalistiche documentate. Del collettivo fanno parte giornalisti, studenti e professionisti per un giornalismo lento e approfondito.

L’ultimo biennio non è certo stato certo fortunato per il Regio. Crollo di scenografie, rallentamenti nelle attività, incrinature nei rapporti tra dirigenza e città. Ma incominciamo a riepilogare la situazione di finanziamento del Comune verso la Fondazione del Teatro Regio.
I dati segnalano una anomalia. La cifra di 1,8 milioni di euro che è stata citata a proposito del presunto “disavanzo” del Teatro, coincide con il taglio, operato dall’Amministrazione Cinque Stelle di Chiara Appendino a fine 2016.


 
Proviamo a ricostruire i fatti, grazie alla documentazione del teatro e del Comune. Sembra che Chiara Appendino e l’assessora alla Cultura del Comune di Torino Francesca Leon (con la mediazione con l’allora capo di gabinetto della sindaca Paolo Giordana?) abbiano dapprima, a fine 2016, ridotto di 100.000 euro il contributo ordinario, passando inoltre le somme (quasi quattro milioni) in conto capitale, ritardando così i pagamenti per cassa.
Poi l’amministrazione ha, sempre nel 2016, non impegnato e quindi non attribuito il fondo manutenzione lasciato in stanziamento dal presidente-sindaco Piero Fassino di 1,8 milioni. Proprio l’importo del presunto “buco” citato sui giornali. Una combinazione?
Forse accortisi del pasticcio, verso primavera 2017, l’amministrazione Appendino prova a mettere una pezza, scrivendo una lettera (a firma di chi?) al Regio (viene citata nei documenti ufficiali) che autorizzerebbe il Regio a iscrivere nel 2016 somme che in verità il Comune nel 2016 non ha impegnato perché tagliati a fine anno.
Ma intanto è passato un anno dall’insediamento della nuova Giunta e le condizioni di manutenzione (e finanziarie) del Regio sono in deterioramento. E si usa così un escamotage, ovvero si determina che quota di avanzo vincolato (ad altro) sia destinata al Teatro Regio (determina n.2017/03492), il quale iscrive (con tanto di dubbi del Collegio Sindacale) la posta in entrata imputandola all’anno precedente (il 2016). Ma siamo in realtà già a giugno-settembre 2017 e questa manovra (sembra, concordata col Regio) pare un po’ garibaldina. In parole povere un pasticcio.
Insomma, la Giunta Appendino ha creato proprio lei uno di quelli che lei chiama “disallineamenti”.
Ecco gli atti:
La determina 2017 03492

La nota a commento del bilancio scritta dal Regio (Presidente del consiglio di indirizzo è la Sindaca) a giugno 2017.

E cosi i revisori sul bilancio 2017

Viene il sospetto che a forza di tirare la coperta sull’anno precedente (il 2016) siano rimasti fuori i piedi del 2017. Ecco il perché del disallineamento e del presunto disavanzo.
Alcune domande a cui bisognerebbe rispondere: Chi ha scritto la lettera famigerata? Perché? Come è possibile che tutti si dicano sorpresi di scoprire il problema quando Presidente della Fondazione teatro Regio è il sindaco in persona che presiede il Comitato di indirizzo?
Non sarebbe male che qualcuno spieghi tutti i risvolti di questa vicenda.

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