25.4 C
Torino
lunedì, 15 Luglio 2024

Suk, si cambia: da ora in poi sarà itinerante

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Bernardo Basilici Menini

Un tema che appena entrato nell’agenda politica della città ha sollevato critiche, creato discussioni, dibattiti e conflitti. Adesso la giunta Appendino prova a intervenire cercando di regolarizzare il fenomeno. Sul tavolo c’è un rovesciamento dell’impostazione usata fino ad ora: il suk visto come un’opportunità e non come un problema, da incanalare piuttosto che controllare.

La delibera approvata oggi dalla giunta, proposta da Appendino e dagli assessori Giusta, Rolando e Sacco , trasferisce le “attività di libero scambio” del suk dal Canale dei Molassi e da via Monteverdi in diverse zone della città, a rotazione. Sostanzialmente il mercato non avrà una sola sede, ma sarà itinerante per tutta la città, con un possibile indennizzo verso le Circoscrizioni che lo ospiteranno. Non più quindi una sede fissa, ma tante aree urbane, volta per volta.

Dato che un progetto del genere richiederà un lungo tempo di studio e una revisione di non poco conto al regolamento che disciplina il mercato, per ospitare il suk è stata nel frattempo individuata l’area del “Ponte Mosca”, in angolo tra corso Giulio Cesare e il lungo Dora, a poche centinaia di metri dal mercato di Porta Palazzo. Una soluzione provvisoria fino a che i tempi e gli strumenti non saranno pronti per il nuovo assetto. La Città Metropolitana, proprietaria dell’area, si è già detta disponibile a concederla al Comune, dietro il pagamento dell’indennizzo.

Questo primo step dovrebbe avvenire nell’arco di poco tempo. Fino a quel momento, «per controllare il fenomeno nell’immediatezza, è necessario assicurare continuità, garantendo per un brevissimo periodo il proseguimento delle attività sulle aree attualmente utilizzate». Quindi, almeno per le prime settimane, in attesa di fare i bagagli, il Suk resta dov’è.

L’intero progetto, spiegano dalla giunta, nasce, come detto, dalla volontà di reinquadrare il fenomeno, cercando di ovviare ai problemi di cui si parla da tempo. «Se infatti il mercato da un lato risponde alle necessità di sussistenza, dall’altra conduce ad elevati livelli di conflittualità sociale». Inizialmente si era presa in considerazione l’idea di chiuderlo del tutto, ma «più recenti riflessioni hanno evidenziato il forte rischio che il fenomeno di ripresenti in forma spontanea e non controllata». Quindi «si tratta di pensare le forme di gestione in modo innovativo, in quanto i meccanismi più tradizionali, anche se garantiscono il controllo del fenomeno, non permettono di trattarlo nell’ambito delle politiche di contrasto all’esclusione sociale». Da qui la volontà di cercare un «processo di revisione delle modalità di gestione delle attività di libero scambio in una prospettiva di inserimento delle stesse nell’ambito delle azioni di lotta alla povertà e all’esclusione sociale».

«Non abbiamo paura di affrontare questa sfida, ci mettiamo le mani per risolverlo definitivamente – dice l’assessore Marco Giusta – Abbiamo bisogno di qualche mese per affrontare gli aspetti tecnici, ma abbiamo deciso di dare un segnale spostando entrambe le attuali aree in un unico spazio in via assolutamente temporanea».

LE OPPOSIZIONI. Critiche le opposizioni. Mimmo Carretta, consigliere del Partito Democratico, commenta con toni duri: «Come si gestiscono i problemi in epoca Appendino? Semplice: spostandoli. Con una bella delibera di Giunta, da via Monteverdi ci spostiamo a “Ponte Mosca”. Immagino dopo aver ascoltato cittadini e comitati impegnati sul territorio».

Anche Fabrizio Ricca commenta la decisione della giunta: «Mi sembra un fare tanto per fare – dice il capogruppo della Lega in Sala Rossa – Sono contento che almeno si siano resi conto del problema, ma la soluzione ancora non va. Per quanto riguarda la prima fase, mi chiedo cosa possa cambiare uno spostamento di 300 metri. Se invece parliamo del futuro, il suk non va reso itinerante, ma chiuso una volta per tutte».

Si dice completamente contrario Luca Deri, presidente della settima circoscrizione: «Abbiamo appreso da fonti giornalistiche che la Giunta Appendino ha deciso di spostare il mercato del Libero Scambio nell’area ex Ponte Mosca di Lungo Dora Firenze. Esprimiamo la più ferma contrarietà a questo tipo d’ipotesi poiché i problemi si risolvono e non si spostano di due isolati».

«Siamo convinti – continua Deri– che l’area sia inadeguata dal punto di visto tecnico e di sicurezza a contenere gli oltre 400 ambulanti. In campagna elettorale il Movimento Cinquestelle ha parlato di riqualificazione delle periferie, evidentemente per loro la riqualificazione avviene in questo modo».

«Anziché proseguire con l’opera di riqualificazione avviata dalla precedente Amministrazione con l’avvio del cantiere del nuovo centro Direzionale della Lavazza, la nuova Giunta ha deciso di bloccare definitivamente lo sviluppo del quartiere. Siamo convinti che il Mercato del libero scambio del sabato potesse essere rimodellato sull’attuale area intervenendo sul numero dei venditori e controllando in modo puntale gli abusivi. Chiederemo alla Sindaca e agli Assessori competenti di venirci ad illustrare il progetto visto che la Circoscrizione 7 non è stata mai coinvolta nel processo decisionale», conclude Luca Deri.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano