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sabato, 20 Luglio 2024

Su Facebook arriveranno le prime applicazioni di realtà virtuale

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Che futuro dovremmo aspettarci, se tutti gli utenti potranno accedere alla realtà virtuale e condividere il tutto con gli amici di Facebook? È difficile ancora immaginarlo, eppure grazie a Facebook uno scenario di questo tipo potrebbe diventare presto realtà.
Durante la conferenza Recode’s Code Media, il dirigente di Facebook Chris Cox, responsabile dei prodotti della società di Palo Alto, ha ammesso di essere al lavoro su applicazioni per portare la realtà virtuale all’interno del social network. Permettendo agli utenti non solo di accedere a mondi immersivi, ma anche di poter creare contenuti di realtà virtuale, da condividere con gli amici. Tutti saremo quindi produttori di contenuti virtuali, proprio come adesso condividiamo le nostre foto e video sul più grande social del pianeta. Chris Cox è talmente certo della sua scommessa, da arrivare ad affermare che persino Beyoncé condividerà contenuti virtuali con i suoi fan.
A quanto pare quindi la realtà virtuale è più vicina che mai e sarà molto diversa, senz’altro più friendly e social, di quella immaginata da scrittori e registi che negli scorsi decenni hanno immaginato un “cyberspazio” molto più cupo e paranoico, con lo spettro di un grande fratello che spia o addirittura controlla le nostre vite: se pensiamo al cinema, il pensiero va al mondo sintetico in cui si muovo i personaggi di Matrix e il protagonista di Tron, nella letteratura fantascientifica bastano e avanzano invece le opere di Philip Dick, mentre tra i lavori più recenti ricordiamo Player One di Ernest Cline, diventato un cult con il suo protagonista impegnato a salvare il mondo risolvendo enigmi all’interno del mondo virtuale di un videogioco.
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Insomma, se fino a qualche anno fa Second Life poteva sembrare il massimo che la tecnologia potesse offrire a proposito di ambienti immersivi, Facebook guarda oltre e già pensa a una realtà virtuale social, condivisibile, popolare. Questo risultato, se mai sarà raggiunto, sarà possibile grazie all’acquisizione di Oculus VR da parte della società di Mark Zuckerberg, che tuttavia indirizzerà parte dei suoi sforzi per far sì che questa tecnologia rivoluzioni il mondo videoludico, visto che i giochi sono le applicazioni di maggiore successo all’interno di Facebook.
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Aggiungendo la realtà virtuale alle app ludiche, si possono immaginare sviluppi mai pensati sino ad ora. Giochi come Farmville potranno riservare scenari completamente nuovi, rendendo possibile agli utenti di “coltivare” la loro fattoria quasi dal vivo, camminando e lavorando sui propri terreni. Anche le applicazioni di giochi di abilità, quali gli scacchi o il videopoker.it sportivo, potranno prevedere funzioni aggiuntive, come ad esempio sessioni di training in ambienti immersivi, in cui istruttori di scacchi e poker coach potranno testare la padronanza delle regole da parte dei giocatori e, nel caso specifico del texas hold’em, farli esercitare sui tells e la gestione delle emozioni, cosa non possibile nei classici ambienti bidimensionali.
Insomma, la realtà virtuale ci pone di fronte a nuovi scenari, senza dubbio accattivanti e quelli di Facebook lo sanno: Chris Cox ha infatti ammesso che stanno lavorando a nuove applicazioni per la realtà virtuale che saranno disponibili all’interno del social network. Cox non ha però rivelato dettagli sui tempi entro cui queste app saranno disponibili, dichiarando tuttavia che siamo ancora lontani dal giorno in cui tutti gli utenti indosseranno dispositivi come Oculus Rift.
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Se questi tempi sono ancora lontani, nel frattempo Facebook sta sfruttando il suo acquisto Oculus VR (costato a Zuckerberg la bellezza di due miliardi di dollari) per produrre film di successo basati sulla realtà virtuale. Per centrare questo obiettivo è stata creata una nuova divisione, la Story Studio, che ha già dimostrato che cosa è capace di fare al recente Sundance Film Festival, presentando il cortometraggio “Lost“. Il film, ambientato in una foresta in notturna, è da vedere indossando Oculus Rift, che consente di spostare il proprio punto di osservazione muovendo la testa. Si tratta insomma di un vero e proprio teatro immersivo, che va decisamente oltre il “vecchio 3D”. Entro la fine dell’anno saranno distribuiti altri tre cortometraggi, in previsione della commercializzazione del visore Oculus Rift.

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