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sabato, 19 Settembre 2020

Studenti in piazza contro la riforma dell’alternanza scuola-lavoro

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Matteo Mereu
Matteo Mereu
Segue le tematiche del lavoro da diversi anni. Alle spalle ha esperienze professionali da dipendente nella Pubblica Amministrazione, come partita iva poi, ora lavora nel settore privato.

Gli studenti torinesi sono tornari in piazza questa mattina per rivendicare il ritiro della riforma della scuola-lavoro dietro lo slogan “CONTRO LA SCUOLA DEI PADRONI”. Scritte dal precedente governo e approvata dal ministro Fioramonti le nuove linee-guida dell’alternanza permetteranno a scuole e aziende di aumentare in modo illimitato la durata degli stage per gli studenti. Questa riforma dà ancora maggiori poteri alle aziende nella progettazione degli stage e rende in questo modo gli studenti maggiormente ricattabili e sfruttabili.
In prima fila nella protesta gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista, che hanno organizzato il corteo.

«Diciamo basta allo sfruttamento degli studenti in alternanza da parte di aziende e multinazionali» dichiara Pietro Mazzucco, fresco di elezione alla presidenza della Consulta provinciale degli studenti «la nuova riforma non fa altro che peggiorare la condizione di noi studenti sui luoghi di lavoro. La riforma va ritirata immediatamente. Cosa rivendichiamo? Un salario e tutele per chi lavora e gli studenti devono avere voce in capitolo rispetto ai loro progetti: vogliamo che ogni scuola abbia le proprie commissioni paritetiche per l’alternanza. Ci parlano tanto di collegamento tra scuola e lavoro: l’unico collegamento che conosciamo è la solidarietà che oggi portiamo in piazza agli operai e alle operaie della Mahle.»

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«Serve un’inversione di rotta per i finanziamenti alla scuola pubblica» aggiunge Ivan Boine, Segretario provinciale del FGC «il ministro Fioramonti continua a parlare di finanziamenti attraverso la tassa sulle merendine, poi però il governo provvede a tagliare 1,8 miliardi all’istruzione per il solo 2020, il tutto mentre le scuole italiane cadono a pezzi, come la sede di Collegno del Liceo Curie, in cui è crollato un controsoffitto. Questa mobilitazione testimonia che è finito il tempo delle politiche-spot, servono misure concrete».

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