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venerdì, 19 Luglio 2024

Seymandi diventa un caso: la staffista di Appendino ora rischia grosso

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Altro che puntare ad una candidatura per le amministrative Torino 2021: Cristina Seymandi ora rischia addirittura di lasciare il Palazzo o, come minimo, vedere il suo ruolo ridimensionato.

In sostanza il suo sogno nel cassetto svanisce prima di uscire e la sindaca Chiara Appendino, che non vuole di certo un altro caso Pasquaretta, avrebbe deciso di tenerla sotto stretta sorveglia.

I fatti. La Seymandi da tempo ha messo a dura prova la pazienza della maggioranza Cinque Stelle (tranne quella di almeno due consiglieri più in sintonia con lei) e non solo quella dell’opposizione, per il suo operato come coordinatrice del Tavolo di progettazione civica.

E domani Chiara Appendino porterà in giunta per essere approvata una delibera che di fatto mette dei paletti alla sua staffista, sponsorizzata dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia, diventata per molti troppo potente.

Infatti secondo i suoi detrattori non avrebbe rispettatole regole per interventi, ad esempio, di manutenzione e manifestazione.

Ad esempio una regata di Carnevale organizzata dalla Seymandi, ma di cui nessuno dei circoli sapeva nulla e che non era stata autorizzata. Ed è proprio questa regata che si è trasformata in goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il capogruppo del Partito Democratico in Sala Rossa, Stefano Lo Russo, non risparmia stoccate, tirando in ballo la vicenda Luca Pasquaretta, finito nei guai per una consulenza da cinque mila euro per il Salone del Libro. Secondo Lo Russo «la sindaca sembra non sappia che cosa faccia la dottoressa Seymandi nonostante sia del suo staff». 

«È una dipendente comunale come lo era Pasquaretta e si presuppone che svolga il proprio lavoro quando è in servizio e non attività di carattere privato come quelle per il Coordinamento dei comitati civici di Torino, che la stessa Appendino ha detto essere un soggetto privatistico. Quelle sono attività legittime, se non confliggenti con i doveri di dipendente comunale, ma vanno svolte all’esterno dell’orario di lavoro», aggiunge Lo Russo.

Intanto dal Coordinamento c’è chi ha già testimoniato la propria contrarietà all’operato della staffista con velleità di diventare sindaca. Appendino allontana lo spettro del nuovo caso, assicurando che c’è una verifica in corso con gli uffici del personale per chiarire la situazione.

La prima firmataria dell’interpellanza generale che riguarda la Seymandi e la regata di Carnevale è la consigliera Federica Scanderebech: «Parrebbe infatti che il 1 febbraio la segreteria del Coordinamento Civico Torino, dopo la comunicazione sui social e per mezzo stampa, abbia inviato una mail ai Presidenti dei circoli remieri, nella quale si dichiarava l’intenzione appunto di organizzare questa regata e si chiedeva la loro collaborazione. Tale regata sembrava organizzata dal Coordinamento Civico Torino in collaborazione con la Pro Loco Torino e il Tavolo di Progettazione Civica».

«A mia informazione, le Circoscrizioni 1 ed 8 e l’Assessorato allo Sport non sarebbero stati coinvolti fin dall’inizio nell’organizzazione del  tutto. Da qui nascono le perplessità in merito a ruoli, competenze e strategie di coinvolgimento, nella realizzazione di un evento di tale portata».

«Per questo abbiamo domandato all’Amministrazione: quali siano le strategie di coinvolgimento delle realtà attive sul territorio messe in atto dal Tavolo di Progettazione Civica, da chi sia composto il Coordinamento Civico Torino e quali siano i suoi ruoli, obiettivi e ambiti di intervento  e da cosa il medesimo si discosti dal Tavolo di Progettazione Civica, con quali modalità siano stati coinvolti tutti gli attori presenti sul territorio che avrebbero dovuto organizzare la manifestazione e da dove si sarebbero dovuti reperire i fondi, quali siano gli adempimenti e gli obblighi previsti per organizzare una regata simile, se le comunicazioni inviate dal Coordinamento Civico Torino, che collabora con il tavolo di Progettazione Civica abbiano un carattere ufficiale e rappresentino le indicazioni della Sindaca e della Giunta tutta, Infine abbiamo chiesto quale sia il ruolo della collaboratrice ex Articolo 90 Dottoressa Seymandi all’interno del Coordinamento Civico e come si concili la sua attività nel medesimo con il suo lavoro presso l’Amministrazione».

Federica Scanderebech, continua: «Finalmente oggi la Sindaca si assume le sue responsabilità dichiarando che sulla vicenda ci sono stati evidenti malintendimenti, circoscrive l’evento in uno non agonistico, che tuttavia dovrebbe comunque avere tutte le basi minime di sicurezza. Viene ufficializzata la fuoriuscita di intenti da parte di un ente privatistico di secondo piano, il quale, come detto direttamente dall’Appendino, dovrebbe essere un interlocutore del tutto privato del Tavolo di Progettazione Civica: ne deduco, quindi, che il Coordinamento Civico Torino nessuna competenza avesse potuto avere nel chiedere ai circoli remieri una partecipazione attiva nell’organizzazione. La Sindaca dichiara nella vicenda equivoci e ancora sovrapposizioni di competenze. Finalmente oggi chiarezza è stata fatta e questa grande bufala di carnevale ci da nuovamente ragione sul fatto dell’improvvisazione di questa amministrazione e degli attori che con essa collaborano».

A proposito della regata fantasma il consigliere grillino Marco Chessa parla di accorgimenti che non erano stati previsti e di una vicenda molto grave «Attendiamo – dice –  la delibera per capire come sarà regolata una situazione che andava normata».

Il capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano, sostiene che ci sono state anche delle irregolarità nell’organizzazione del Carnevale di Falchera durante le limitazioni per l’emergenza Coronavirus: «Avete cacciato assessori per molto meno. Lei no perché vi sta preparando una lista civica per il 2021».

Ombre anche sulla gestione del sito del coordinamento, che fino a pochi giorni fa vedeva come intestataria Seymandi e ora un ex candidato Cinque Stelle alle regionali. «Non si capisce se facciano attività politica o istituzionale e di partecipazione civica. Tra l’altro il coordinamento non è iscritto al registro delle associazioni che dialogano con l’amministrazione comunale», afferma la consigliera Pd Chiara Foglietta.

Di mistero parla anche Aldo Curatella«Oggi ci è stato evidenziato che il Coordinamento Civico di Torino è un ente terzo privato che fa solo da interlocutore con il Tavolo di Partecipazione Civica”, dichiara Curatella, risultando solo un co-organizzatore dell’evento».

«Risulta strano che un ente privatistico abbia poi un sito che dal 23 ottobre 2019 al 13 febbraio 2020 risultava registrato e gestito dalla coordinatrice del Tavolo Partecipazione Civica, così come emerge dai dati pubblici di Registro.it (il sito dove verificare la proprietà dei siti web)», continua Curatella.

«Un risultato della interpellanza è stato il trasferimento della proprietà del dominio da una dipendente in staff della giunta a una terza persona – conclude Curatella – casualmente militante storico del movimento 5 stelle molto vicino alla coordinatrice. Un CCT sempre più terzo rispetto alla Giunta 5 stelle?».

Ma Seymandi, che difficilmente darà le dimissioni, però, come detto, verrà ridimensionata con l’approvazione della delibera sull’organizzazione del Tavolo di progettazione civica: il coordinamento verrà affidato a un dirigente comunale e a un funzionario.

 

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