15.5 C
Torino
domenica, 14 Luglio 2024

Sex toy e politica, un vibratore tra i rimborsi spese del consigliere

Più letti

Nuova Società - sponsor
Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Doveva essere un regalo di compleanno per un amico del suo collaboratore, ma accidentalmente è finito nell’elenco dei rimborsi spesi di Rita Moriconi, la consigliera Pd dell’Emilia Romagna indagata per peculato nell’inchiesta su presunte rimborsi falsi della Procura di Bologna.
83 euro e 50 centesimi. Pochi soldi rispetto a scontrini da 500 euro, ma abbastanza per far gridare allo scandalo. Già, perchè il rimborso questa volta riguarderebbe un sex toy, un vibratore comprato nel novembre del 2010 in un sexy shop di Reggio Emilia.
«E’ una spesa mia personale fatta per acquistare oggetti atti al confezionamento di un regalo-scherzo per un amico che di lì a poco avrebbe compiuto gli anni, quindi non riferibile a una spesa che io possa avere fatto mentre ero in missione o per attività legate alla mia attività di collaboratore del gruppo consigliare Pd e della stessa consigliera Moriconi» ha chiarito ieri Rosario Genovese recandosi anche in Procura per spiegare ai magistrati l’equivoco che aveva destato non poco scalpore sui giornali e online.
«Quanto affermato da Genovese conferma tutto ciò che in questo giorni ho sempre sostenuto, ossia di non avere mai visto gli scontrini contestatimi e quindi di non averne mai chiesto il rimborso» ha commentato la Moriconi che assieme a 40 colleghi è tra gli indagati dell’inchiesta per le spese pazze.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano