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venerdì, 4 Dicembre 2020

Scontri a Torino, Rinaudo: “Ombra della criminalità organizzata”

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Torino, 15 novembre studenti assediano le banche

Torino: studenti in piazza in assedio alle banche. Tensione con la polizia che accenna ad una carica. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

L’ex magistrato Antonio Rinaudo, oggi commissario dell’Unità di Crisi per l’emergenza Covid in Piemonte, vede l’ombra della criminalità organizzata dietro gli scontri di piazza della scorsa settimana a Torino contro il Dpcm, durante i quali si sono registrati diversi episodi di devastazioni e distruzione di vetrine e negozi. 

“La criminalità organizzata – sostiene Rinaudo – ha tutto l’interesse a depredare attività commerciali, marchi internazionali come Gucci, per creare uno stato di disagio e una mancanza di sicurezza nelle persone. Vogliono arrivare a una desertificazione commerciale nella quale poi infiltrarsi con le loro attività”. 

Secondo Rinaudo sarebbero stati reclutati ragazzi delle periferie e frange estreme delle tifoserie sportive: “Una gestione pilotata, con convocazione via web ben pianificata. Questi gruppi potrebbero essere stati pagati per andare a colpire quella attività in maniera studiata e creare disagio sociale – sostiene -. Sono valutazioni prospettiche sulla base delle azioni poste in essere, attacchi nei confronti di attività commerciali che hanno poco a che fare con il malumore per la chiusura dei ristoranti e mal si conciliano con un’organizzazione politica. Invece ben si conciliano con attività mafiose che sguazzano nell’anarchia strumentalizzando l’aspetto sanitario a loro vantaggio”.

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