Sono stati ricevuti questa mattina da giunta e consiglio regionale i 12 lavoratori del Salone del Libro che da mesi chiedono garanzie sul loro futuro e che da lunedì saranno sospesi senza stipendio dopo la decisione del liquidatore della Fondazione di non prorogare per un mese il distacco dei lavoratori tra Circolo dei lettori, Fondazione per la Cultura e Comune.
«Il sindacato ha chiesto da tempo che il Comune di Torino e la Regione Piemonte trovino una soluzione per il mantenimento dei 12 posti di lavoro e per la prossima gestione del Salone del Libro. Ora la situazione è particolarmente grave, per non dire drammatica» ha spiegato Dante Ajetti, della Cgil-Fp aggiungendo come il liquidatore abbia fatto una scelta «in autonomia a fronte del compromesso che era stato trovato di proroga temporanea. Nel frattempo le istituzioni avrebbero dovuto trovare una soluzione definitiva».
E invece tutto è rinviato al tavolo di crisi convocato per domani a cui si siederanno Comune, Regione e il liquidatore e i lavoratori rappresentati da Cgil Fp e Fillcams e Stampa Subalpina.
A seguire la vicenda dei lavoratori i consiglieri regionali Marco Grimaldi (Leu) e Luca Cassiani (Pd).
Alla domanda del consigliere di Leu se i lavoratori sarebbero disposti a contratti alternativi in attesa di una soluzione, Ajetta ha risposto che «nessuno ha proposto contratti di collaborazione ad oggi. Ovvio sarebbe meglio una soluzione definitiva ma i lavoratori sarebbero disponibili anche all’eventuale soluzione provvisoria con contratti di collaborazione se si scrive un accordo con Comune e regione che garantisca soluzione definitiva del problema con data ultima di riferimento». Ma come detto resta ancora tutto sospeso in attesa di domani, anche se, come spiega Ajetti «parliamo di 12 posti di lavoro quindi non è il numero il problema da risolvere ma altro».