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venerdì, 12 Luglio 2024

Salone del Libro: “Errore informatico l’invito ad Altaforte”

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Il Salone Internazionale del Libro precisa la sua posizione sull’invito alla casa editrice Altaforte, che nell’edizione passata della kermesse  ha scatenato diverse polemiche per la sua esclusione. Ma ripercorriamo l’accaduto. Nell’edizione 2019 del Salone del Libro di Torino, Il comune e la regione decidono di rescindere il contratto con la casa editrice. La posizione ufficiale del diniego da parte degli enti è che la presenza stessa di Altaforte al Salone avrebbe causato un grave danno di immagine all’evento e alla città, e soprattutto di aver anche reso impossibile una lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, la quale decide di annullare per protesta la sua presenza.

Viste le polemiche quindi, Altaforte tutto avrebbe immaginato tranne di ricevere nuovamente l’invito per presentarsi, con la propria produzione, all’edizione 2020. di qui il tam tam sui social e la ripresa delle polemiche da più parti.

Il Salone Internazionale del Libro però, in una nota, ha subito precisato la sua posizione: «In realtà si tratta di una comunicazione commerciale automatizzata, partita dall’AIE, Associazione Italiani Editori, per un’iniziativa congiunta, destinata a un database contenente i contatti di tutti coloro che hanno richiesto un codice ISBN negli ultimi due anni. Tra questi è stata indirizzata anche alla casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte. Il Salone del Libro ribadisce che i contratti sono da perfezionare per volontà delle due parti e, visto il pregresso avvenuto nel 2019, non intende sottoscrivere alcun contratto con le suddette società».

Paolo Bogliano

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