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lunedì, 15 Luglio 2024

Rinascerà il Partito Comunista in Italia?

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Susanna Grego
Agli occhi di molti italiani il panorama politico del loro amato Bel Paese si va degradando sempre più. Sono ogni giorno più numerosi coloro che non si riconoscono in nessun partito o movimento politico. Con un controdestra che fa scandalo per le vicende giudiziarie legate a Silvio Berlusconi e non solo (vedi Fiorito e molti altri), con un controsinistra che scende a ogni sorta di compromesso pur di tenersi a galla, un traballante Movimento 5 Stelle che deve ancora fare esperienza nel complesso mondo della politica, i punti di riferimento sembrano davvero pochi.
A crearne uno ci hanno pensato un gruppo di intellettuali, ex militanti del Partito Comunista e di giovani finora senza bandiera, che hanno lanciato un appello per la fondazione di un’“Associazione per la ricostruzione del Partito Comunista nel quadro ampio della sinistra di classe”. Non ci sono dubbi: il fine è quello di ricostruire il Partito Comunista Italiano.
Le motivazioni sono spiegate piuttosto chiaramente nel sito web, dove sono anche elencati i primi cento firmatari dell’appello. «Di fronte alla crisi strutturale e sistemica del capitalismo […] e a fronte dell’involuzione neo-centrista del Partito Democratico, che sta portando l’Italia verso il modello americano e sta distruggendo le fondamenta della Costituzione repubblicana e antifascista, è ancora più urgente dare corpo ad una presenza unitaria della sinistra» si legge su www.ricostruirepc.it.
Rifare la sinistra, insomma, quella che parte da Marx per lottare a livello nazionale e internazionale contro il sistema capitalistico, che sappia superare le frammentazioni e il settarismo del passato.
«Non è per nostalgia o astratto idealismo» che questa iniziativa prende piede, ma per raggiungere risultati concreti, in Italia e in Europa. La non ancora nata associazione prende le distanze dal vecchio Pci e da Rifondazione, che ha dissipato oltre gli 3 milioni di voti ottenuti negli anni Novanta, accusati di «debolezza ideologica, eclettismo, carrierismo e incapacità di cogliere i mutamenti sociali».
Se l’iniziativa avrà evoluzioni interessanti lo potremo dire solo con il tempo. Intanto i vecchi e nuovi militanti stanno organizzando un congresso a Roma per quest’inverno.

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