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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Marco Grimaldi

In giunta, l’Assessora all’Istruzione ha comunicato che, al bando appena terminato per ottenere i contributi relativi agli anni scolastici 2014/15 e 2015/16, sono arrivate 56.879 domande: 19.537 per il primo anno, di cui 3.575 per iscrizione e frequenza nelle scuole paritarie e 15.962 per libri e trasporti; 37.342 per il secondo, di cui 19.423 domande su libri e trasporti, sempre 3.575 per iscrizione e frequenza, nonché ulteriori 14.343 per accedere a un contributo statale destinato ai libri di testo.

Nonostante i malumori dei rappresentanti della Fism, le scuole paritarie continuano a beneficiare di circa la metà dei 12,8 milioni destinati al diritto allo studio, da spendere, appunto, per assegni di studio per iscrizioni o frequenza, mentre i rimanenti fondi sono destinati agli assegni di studio per i libri di testo, le attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa e il trasporto.

Al momento ha diritto all’aiuto chi ha un reddito Isee inferiore ai 26mila euro. Tuttavia, quando va bene, quell’aiuto arriva al termine dell’anno successivo sotto forma di rimborso.

Ritengo da sempre che le borse di studio debbano essere assegnate in base ai mezzi personali (l’Isee) e che non possano invece configurarsi come “rimborsi spese” che prescindono dalle sole condizioni di necessità.

Cogliamo l’occasione per mettere al centro della nuova proposta annunciata dall’Assessora il superamento della doppia graduatoria oggi vigente, che ha dimostrato di poter essere facilmente usata da chi ha preferito, nel recente passato, finanziare in modo principale la graduatoria di coloro che frequentano le scuole paritarie private, mentre non si è dato sostegno a coloro che frequentano la scuola pubblica statale”.

La legge 28 può essere migliorata mettendo al centro il diritto allo studio e le scuole pubbliche, frequentate, ricordiamo, dal 95 % circa degli studenti in Piemonte, per migliorarne la qualità dei servizi, il trasporto degli studenti, l’offerta formativa, il rimborso del costo dei libri o il loro prestito d’uso. Inoltre ricordiamo che una recente sentenza del Consiglio di Stato ha rilevato alla Regione Lombardia “una disparità di trattamento, illogica e  ingiustificata”, poiché durante l’anno scolastico 2013/14 ha utilizzato due pesi e due misure nell’assegnare i contributi per gli studenti meno abbienti: rimborsi più alti per i ragazzi delle scuole private, minori per quelli degli istituti pubblici. La sentenza, relativa ai casi di due giovani liceali lombardi, potrebbe costituire un precedente per tutte le Regioni.

Anche per questo, senza discriminare  nessuno ma senza far prevalere la libera scelta sul diritto allo studio, bisogna dare certezze e trasformare i buoni e i rimborsi in diritti per tutti gli studenti e le studentesse che vivono in famiglie con livello Isee sotto i 21mila euro. Libri e trasporti in tutta la regione gratis. Basta buoni, basta doppia graduatoria.

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