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giovedì, 18 Luglio 2024

Pedonalizzare via Roma, sogno o incubo per i torinesi?

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Il sogno di pedonalizzare via Roma pedonale pare vicino a diventare realtà. Ebbene sì: dopo tanto parlarne, sembrerebbe proprio che i tempi siano maturi per chiudere al traffico la centralissima strada. Tutto parte da una mozione presentata in Comune dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Vittorio Bertola e Chiara Appendino e firmata dai colleghi democratici Gianni Ventura e Laura Onofri, che attende di essere discussa in Commissione Trasporti. Così, mentre i grillini premono perché si accelerino i tempi e i torinesi di lunga data ricordano quando, prima del 1979, in via Garilbaldi passavano le macchine, la città si divide sull’ennesimo tema scottante. E il pensiero corre a via Lagrange, fino a pochi anni fa aperta alle automobili e ora pedonale, con conseguenze, pare, positive per i commercianti. Nella vicina via Carlo Alberto, che ha subito la stessa sorta, però le cose vanno diversamente.
Le fazioni avverse partono da presupposti differenti. Da una parte c’è chi vede nel centro senza macchine un miglioramento, capace di rendere Torino una città più vivibile e a misura d’uomo. Domenico, 60 anni, non ha dubbi: «Tutti si lamentavano quando si è parlato di pedonalizzare via Garibaldi – ricorda – invece le conseguenze sono state solo positive». La ventenne Patrizia, che lavora in un bar della via come cameriera, non crede «che togliere le macchine peserebbe sul commercio, anzi. Gli affari, da noi come da altre parti, non vanno benissimo a causa della crisi, ma chi ha voglia di camminare in mezzo al traffico?». Allo stesso modo la pensa anche Fabio, ventiquattrenne di ritorno dall’Erasmus a Rotterdam. «Ho vissuto sei mesi in nord Europa – racconta – e ho provato sulla mia pelle che cosa significa assenza di automobili nel centro città. Il clima è più positivo, si sta meglio e la gente è incentivata ad usare la bicicletta. Qui sembra che senza la macchina non si possa andare da nessuna parte, ma basta un piccolo cambio di prospettiva per rendersi conto che non è così».
La preoccupazione tra i commercianti d’altra parte serpeggia. Diego Scali, proprietario trentenne dell’omonimo negozio di abbigliamento, se ammette che «senza automobili la via sarebbe architettonicamente più bella», sottolinea anche: «Ricordiamoci che via Garibaldi e via Lagrange sono vie strette, via Roma invece è larga e perdipiù protetta da portici: chi è che si metterebbe a camminarci in mezzo, rimanendo in mezzo alle intemperie e perdendosi così le vetrine? Non lo so». Anna, tabaccaia di 52 anni, si lamenta già della Ztl: «Ci penalizza, facciamo fatica ad andare avanti. Mettiamo anche questo ulteriore divieto e possiamo che chiudere tutti». Paolo, commesso 45enne in un negozio di abbigliamento, pensa che questa sarebbe «una scelta insensata, dettata più dalla pancia che dalla testa». Anche Mariangela e Francesca, studentesse universitarie di 19 anni, hanno i loro dubbi: «Abbiamo paura che si creerebbe il mortorio. E dire che noi a Palazzo Nuovo ci andiamo in pullman …».
Insomma, per un torinese che spera ce n’è uno pronto a lamentarsi e, magari, fare ricorso. Del resto, non è sempre stato così, per tutto ciò che fosse lentamente innovativo?

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