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giovedì, 18 Luglio 2024

Pd, ritornano le tessere?

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Dunque Renzi ha detto che dopo l’approvazione della futura legge elettorale – che prevede il premio di maggioranza alla lista, cioè al partito – cambierà, per l’ennesima volta, il profilo e l’organizzazione del partito. Al momento non è chiaro ancora come e in quale direzione. L’unica cosa che sappiamo è che, dopo la “rottamazione” – pur con qualche deroga, come ad esempio a Torino – adesso dovrebbero ritornare ad essere centrali le tessere. Ovvero un partito che abbiamo già conosciuto nel passato.
Una promessa che, quasi sicuramente, sarà disattesa per un motivo molto semplice: se dovesse tornare quel partito tornerebbe la “ditta” di bersaniana memoria oltre a introdurre un tasso di democrazia nel partito troppo marcato per un partito leaderistico che si riconosce sostanzialmente nel suo “capo”.
Certo. Il premio di maggiorana al partito cambierà in profondità l’assetto politico italiano. Ci saranno sostanzialmente 2 grandi partiti-contenitori che si contenderanno il potere e che saranno costretti ad “imbarcare” al proprio interno un pò di tutto. Come, del resto, già sta avvenendo in queste ultime settimane nel Pd dove sono confluiti svariati naufraghi e pezzi di partito provenienti dal centro, dalla destra e dal centro destra. La stessa operazione, con maggiori difficoltà per le note motivazioni politiche che caratterizzano ed agitano quella coalizione, avverà anche nel campo alternativo al Pd, cioè nel centro destra.
Ma, al di là dell’esito politico che scaturirà dalla futura legge elettorale, la promessa fatta da Renzi merita di essere presa in seria considerazione. Soprattutto per un fatto. Se dovesse tornare centrale il tesseramento nel partito – cosa di cui dubito e che sarà in un modo o nell’altro stoppato con le motivazioni che quell’esperienza appartiene al passato – il pluralismo interno non potrebbe essere ulteriormente compresso o aggirato. E questo perchè un partito basato sulle tessere, e non solo sulla centralità del leader, prevede che le varie sensibilità culturali continuino ad avere una forte cittadinanza. Che poi si chiamino correnti o aree di pensiero leggero, come ho ascoltato recentemente, non c’è alcuna differenza. Aree, tendenze, forum, focus, tendenze, spazi e baggianate simili possono essere spazzate via dicendo semplicemente la verità: in un grande partito democratico, popolare e di massa le correnti sono insostituibili. Punto. Tutto il resto è ipocrisia e colore.
Ecco perche’ l’ipotetico ritorno delle tessere, come auspicato da Renzi, può essere un fatto positivo e salutare per il Pd, per la politica e per la stessa democrazia. Purchè, come ovvio, non ritornino anche i pacchi di tessere e tutto il malcostume che si trascinano dietro. E, soprattutto, il ritorno a partiti fortemente democratici al proprio interno senza il rischio di derive cesariste, leaderistiche o avventuriere.

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