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giovedì, 18 Luglio 2024

Paranoia Ebola. Ghanese sputa sangue, giudice indossa guanti e chiude aula

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Paranoia Ebola. Sembra dover essere questa la premessa da compiere per descrivere quanto avvenuto ad un processo svolto questa mattina al Palazzo di Giustizia di Milano. Protagonista è stata la reazione dell’aula più che il malessere del ghanese imputato.
Il ragazzo senza fissa dimora, imputato per direttissima davanti al giudice della prima sezione penale Bruna Rizzardi con l’accusa di furto di rame, si è sentito male durante il processo: ha tossito e sputato sangue, sembra avendo anche delle convulsioni. Il giudice Rizzardi sembra essersi particolarmente allarmato, visto che ha rifiutato il trasferimento in ospedale e ha deciso di farlo ricoverare all’ospedale “Sacco” di Milano che, insieme al “Lazzaro Spallanzani” di Roma, è stato individuato come presidio sanitario di riferimento a livello nazionale per fronteggiare l’emergenza Ebola. Lo scrupolo del giudice è stato giustificato dalla preoccupazione per la presenza in aula di una malattia infettiva, come l’ebola, la tubercolosi o un’altra patologia “pericolosa per la collettività”.
L’ansioso giudice Rizzardi ha dopodiché continuato a svolgere le udienze della giornata indossando dei guanti di lattice. Poi l’aula è stata chiusa e sulla porta è stato affisso un cartello eloquente: “Aula inagibile”. È probabile che lo spazio del Tribunale resterà chiuso fino a quando non verrà accertata la patologia di cui soffre il ragazzo ghanese, il che sembra precauzione ma anche paranoia.

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