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giovedì, 18 Luglio 2024

Onestà, onestà

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

La “creatività” contabile-amministrativa partorita dalla giunta Appendino, ricostruita con dovizia di particolari da Nuovasocietà, ha riportato indietro le lancette del tempo di un anno. Siamo così ritornati alla notte di Chiara Appendino, alla donna dalla faccia pulita che salutava ebbra di gioia dal balcone di Palazzo civico con la folla grillina d’abbasso che le rimandava pari entusiasmo per il sorpasso al ballottaggio.

Attimi dopo, il fotogramma si stacca su di lei che scende in strada, lei avvolta dalla gente e la pista audio che scatta con un corale urlo “innocente” e offensivo: “onestà, onestà”. Un attacco del grillismo al cosiddetto Sistema Torino, al Partito Democratico, a Piero Fassino e alla sua giunta.

Infamante? No, ben orchestrato da chi voleva coniugare l’Appendismo all’anno zero di Torino, all’inizio di una nuova era, alla costruzione del mito. In quei giorni e nei mesi successivi l’unico a reagire con fermezza, chiedendo le scuse di Chiara Appendino, fu il segretario provinciale del Pd, Fabrizio Morri. E non è passato giorno che Morri non sia ritornato su quelle offese ingenerose e sulle scuse che riteneva gli fossero dovute.

Oggi le scuse di Chiara Appendino alla città indirettamente sono anche a Morri che ha mostrato coerenza e forza morale. Peccato che alla Appendino ci siano voluti 1527 feriti e sette giorni di riflessione. Fuori tempo. Ma ormai vi è abituata ad essere fuori: i “fuori bilancio” parlano per lei. Chissà se scoprirà da sola di essere fuori posto?

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